31 maggio 2020
Aggiornato 04:30
Forte accento sull sicurezza

L'UE presenta l'Unione energetica

Secondo il vicepresidente della Commissione, Maros Sefcovic, si tratta del «progetto europeo in materia di energia più ambizioso dopo la Comunità del carbone e dell'acciaio (Ceca, ndr)». L'obbiettivo principale del piano è quello di unificare il mercato del settore, oggi frammentato fra i 28 Stati membri.

BRUXELLES - La Commissione Ue ha varato il 25 febbraio a Bruxelles la propria strategia per realizzare un'Unione europea dell'energia. L'obbiettivo principale del piano è quello di unificare il mercato del settore, oggi frammentato fra i 28 Stati membri.

UNA NUOVA CECA - Per i dettagli bisognerà attendere, nel frattempo una nota del presidente della Commissione, Jean Claude Juncker, ha spiegato che l'Ue punta a «rendere l'energia che alimenta la nostra economia resiliente, affidabile, sicura e sempre più rinnovabile e sostenibile». Secondo il vicepresidente della Commissione, Maros Sefcovic, responsabile per l'Unione energetica si tratta del «progetto europeo in materia di energia più ambizioso dopo la Comunità del carbone e dell'acciaio (Ceca, ndr)», quando negli anni '50 si decise di mettere in comune le materie prime indispensabili all'industria bellica e si diede quindi il la per il processo d'integrazione europea fondato sulla cooperazione pacifica fra gli Stati.

PIÙ CONTROLLO DA PARTE DI COMMISSIONE - Oggi invece il Vecchio continente ha deciso di puntare soprattutto sulla «sicurezza energetica». Nella nota diffusa alla stampa è chiarito che si farà affidamento ad una clausola di solidarietà per ridurre la dipendenza di alcuni paesi Ue da singoli fornitori (in particolare la Russia, che fornisce circa il 30% del metano importato in Ue), con la possibilità di «fare pieno affidamento ai paesi vicini, soprattutto in caso di perturbazioni dell'approvvigionamento energetico. Gli accordi conclusi dai paesi dell'Ue per acquistare energia o gas da paesi terzi – è scritto - saranno caratterizzati da una maggiore trasparenza» e da un controllo più stretto sulla loro compatibilità con le norme Ue, anche attraverso l'uso di «clausole standard». Come hanno fatto notare alcuni osservatori da Mosca, tale scelta comporterà una cessione di parte della sovranità nazionale dei Paesi membri all'esecutivo comunitario perché se vorranno sottoscrivere contratti di acquisto di energia da Stati extra Ue dovranno sottoporli alla Commissione per la verifica della loro conformità alle leggi europee.

UNA NUOVA DIPLOMAZIA UE ENERGETICA - Con l'Unione energetica poi l'Europa ha intenzione di diversificare le future fonti di approvvigionamento: «Per raggiungere il nostro obbiettivo dobbiamo sorpassare un modello economico basato sui combustibili fossili» è scritto nel comunicato stampa, perché questo modello «fa affidamento a vecchie tecnologie e a modelli di business sorpassati». Per questi motivi l'Ue «utilizzerà tutti i suoi strumenti di politica estera per stabilire partnership energetiche strategiche con quegli Stati la qui importanza sia come produttori sia come come paesi o regioni di transito, come l'Algeria, la Turchia, l'Azerbaijan, il Turkmenistan il Medioriente, l'Africa e altri fornitori potenziali». Per quanto riguarda la Russia, le relazioni energetiche saranno rinegoziate «quando ci saranno le giuste condizioni». In materia di gasdotti invece, da Bruxelles è stato spiegato che si moltiplicheranno gli sforzi per la realizzazione del «Corridoio sud del gas», che permetterà ai Paesi dell'Asia centrale di esportare il proprio metano in Europa. Inoltre si realizzeranno hub centralizzati per la gestione del gas liquido proveniente da molteplici fonti, che garantiranno in primis le esigenze del Nord europa, per poi costruirne altri nella parte Centro-orientale dell'Ue e in quella Mediterranea.

LIBERALIZZAZIONI, EFFICENZA ED ELETTROMOBILITÀ - Per quanto riguarda il mercato dell'elettricità, questo sarà riorganizzato per renderlo «più interconnesso, più rinnovabile e più reattivo». Saranno costruite le interconnessioni necessarie per il trasporto dell'elettricità e saranno esaminati gli interventi dello Stato nel mercato interno, con l'intenzione di «smantellare i prezzi amministrati», come ha detto il commissario all'Energia e al Clima, Miguel Arias Cañete, e saranno anche «gradualmente eliminati i sussidi che hanno ripercussioni negative sull'ambiente». Un forte accento è posto poi sull'efficienza energetica, che sarà «ripensata radicalmente e considerata una fonte di energia a sé stante, in grado di competere alla pari con la capacità di generazione», ha sottolineato la Commissione. La visione strategica dell'esecutivo comunitario è quella di una «transizione verso una società a basse emissioni di CO2 costruita per durare: l'energia prodotta a livello locale, anche da fonti rinnovabili, dovrà essere assorbita nella rete in modo agevole ed efficiente; si promuoverà la leadership tecnologica dell'Ue, sviluppando la prossima generazione di tecnologie dell'energia da fonti rinnovabili e raggiungendo una posizione di leadership nell'elettromobilità, mentre le imprese europee aumenteranno le esportazioni e saranno competitive a livello globale», ha concluso la nota della Commissione.

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