9 febbraio 2023
Aggiornato 07:30
Politiche europee

«Le contraddizioni interne all'Europa rischiano di esplodere»

Lo ha affermato il presidente dell'ABI, Antonio Patuelli, secondo cui «dal 4 novembre stiamo vivendo una fase nuova: il passo in avanti realizzato con l'unione bancaria pone interrogativi molto stringenti. La moneta unica, l'unione doganale e la vigilanza bancaria unica da sole sono zoppe e, se rimangono così ancora a lungo, le contraddizioni esploderanno».

RAVENNA - L'UE deve continuare il percorso di integrazione armonizzando il fisco e le normative finanziarie, altrimenti le contraddizioni interne all'Europa rischiano di esplodere. Lo ha affermato il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, secondo cui «dal 4 novembre stiamo vivendo una fase nuova: il passo in avanti realizzato con l'unione bancaria pone interrogativi molto stringenti. La moneta unica, l'unione doganale e la vigilanza bancaria unica da sole sono zoppe e, se rimangono così ancora a lungo, le contraddizioni esploderanno».

«È assolutamente urgente - ha detto Patuelli in un seminario dell'Abi sul sistema creditizio - costruire un Testo unico bancario europeo, senza il quale la vigilanza unica non ha molto senso, e serve anche un Testo unico della finanza europeo: sono riforme che non costano, bisogna solo far lavorare gli organismi legiferanti. Un'altra riforma che non costa - ha spiegato - è l'unione dei diritti penali dell'economia, perchè l'Ue non può funzionare con una disparità regolatoria».

RISOLVERE LE CONTRADDIZIONI - «Non è possibile poi - ha sottolineato il numero uno di Palazzo Altieri - immaginare un'Europa con disparità fiscali così rilevanti al suo interno. Se ci sono disparità troppo forti per troppo lungo tempo, le unioni doganali e monetarie producono dei vantaggi per alcuni e svantaggi per altri. Se il complesso delle normative è zoppo, produce delle contraddizioni che vanno risolte per tempo: il problema è assolutamente determinante - ha aggiunto - e potrebbe essere fonte di grave instabilità in Europa».

«Noi vogliamo - ha detto Patuelli - un piano di concorrenza livellato e, per ottenerlo, la nostra proposta più forte è un testo unico bancario europeo. Dal 4 novembre le vecchie sovranità nazionali sono del tutto superate e rattrappite, perchè ora le norme vengono da una diversa fonte del diritto rispetto al passato, la Bce, che ha come interlocutore il parlamento europeo».

«Ci stiamo muovendo - ha spiegato il presidente dell'ABI - su vari livelli, istituzionali e bancari, nazionali ed europei. Il problema ora in Europa è avere regole uguali per tutti senza favoritismi, che invece ci sono stati per alcuni paesi sia con gli aiuti di Stato sia con le bad bank».

STRESS TEST, PESARE ANCHE LE MULTE - Per le banche in particolare, ha sottolineato Patuelli, «abbiamo bisogno che negli stress test ci sia una maggiore uguaglianza dei punti di partenza: non sia pesato troppo il credito dato a imprese e famiglie, e pesato troppo poco ciò che è speculativo e di carattere finanziario non produttivo. Bisogna far pesare anche le multe: le banche italiane non hanno posto in essere illeciti e non hanno subito nessuna multa per le manipolazioni gravissime degli indici. È un argomento che non va trascurato».

«L'unione bancaria - secondo il direttore generale Giovanni Sabatini - non è un punto di arrivo ma un pezzo di un processo molto più ampio: arrivare a una unione fiscale e politica europea. L'armonizzazione della vigilanza prudenziale non esaurisce il lavoro per garantire lo stesso plain field, lo stesso quadro operativo per le banche: bisogna intervenire sul piano normativo e fiscale, perchè - ha concluso - solo in questo modo la politica monetaria può avere effetti uniformi in tutta l'eurozona».