18 gennaio 2020
Aggiornato 08:00
Piazza Affari in picchiata

La borsa italiana in 10 anni è quella che ha perso più di tutti

Il bilancio della performance di Piazza Affari degli ultimi dieci anni è impietoso: Borsa Italiana, nonostante il buon recupero segnato da fine 2012, è l'unica in territorio negativo con una media annua pari al -2,6%, pari a un rendimento complessivo del -25%. Il che equivale ad aver perso un quarto dell'investimento dalla fine del 2003.

MILANO - Seppur sia riuscita a guadagnare tre posizioni, portandosi al 20esimo posto tra le Borse mondiali, il bilancio della performance di Piazza Affari degli ultimi dieci anni è impietoso: Borsa Italiana, nonostante il buon recupero segnato da fine 2012, è l'unica in territorio negativo con una media annua pari al -2,6%, pari a un rendimento complessivo del -25%. Il che equivale ad aver perso un quarto dell'investimento dalla fine del 2003 ad oggi. E' quanto è emerso dal rapporto annuale "Indici e dati" dell'Ufficio Studi di Mediobanca.

PIAZZA AFFARI È AL 20ESIMO POSTO - Con 496 miliardi di capitalizzazione a giugno 2014, Borsa Italiana si piazza al 20esimo posto nella graduatoria mondiale, sorpassando, rispetto all'anno precedente, Messico, Indonesia e Malesia. Dieci anni prima, a fine 2003, Piazza Affari era 11esima. Poi il sorpasso non solo di Zurigo e Madrid ma anche delle piazze emergenti (Brics, Hong Kong, Corea, Russia, Taiwan). Non agevole, sottolinea l'Ufficio Studi di Mediobanca, recuperare ulteriori posizioni: i nove mercati che hanno superato Borsa Italiana da fine 2003 sono mediamente, in termini di capitalizzazione, circa due volte quello italiano. Il London Stock Exchange Group, di cui Piazza Affari fa parte, è saldo al terzo posto dietro solo al Nyse Euronext Usa e al Nasdaq.

LE PERFORMANCE MIGLIORI SONO QUELLE DEI MERCATI EMERGENTI - Sul fronte delle performance (senza dividendi), negli ultimi dieci anni sono stati i mercati emergenti a farla da padrone: in testa l'Indonesia che ha messo a segno un rendimento medio annuo del 15,8%, pari a una performance complessiva di quasi il 390%, seguita dal Messico (13,7% il rendimento medio annuo, +302% quello complessivo) e da Bombay (rispettivamente +11,1% e +212%). Decisamente più modesti i tassi di crescita delle maggiori piazze europee: Francoforte +4,5% (medio annuo), Londra +2,6%, Parigi +2,1%, Spagna +2%. In territorio negativo, appunto, Piazza Affari, con il rendimento complessivo dell'ultimo decennio che è scivolato del 25%.

BORSA ITALIANA È UN MERCATO MOLTO LIQUIDO - Rispetto al Pil, Piazza Affari (32%) è la meno rappresentativa tra i principali mercati internazionali. Un valore ben lontano dai livelli del decennio 1998-2007, che presentava una media del 48%, con un massimo del 2000 quando la capitalizzazione toccò il 70% del Pil. Dall'indagine dell'Ufficio Studi di Mediobanca emergono anche note positive. Innanzitutto, Borsa Italiana si presenta come un mercato molto liquido. Se nella media del decennio 2004-2013 il Nasdaq si è confermato il mercato di gran lunga più attivo in termini di scambi misurati dall'indice di rotazione (rapporto controvalore scambi/capitalizzazione complessiva), pari a 5,3 volte, Borsa Italiana (1,70) lo segue subito dopo, facendo meglio di tutti gli altri listini mondiali.
Considerando poi i movimenti delle nuove quotazioni e dei delisting nel decennio, pur presentando un saldo negativo, Borsa Italiana (-10,9%) non sfigura nel raffronto con gli altri mercati finanziari occidentali. Il dato è, infatti, in linea con il Nyse Euronext Europa (-10,6%) e Madrid (-10,6%). Infine, a livello di Roe, Borsa Italiana SpA, pur in flessione, si è mantenuta ben al di sopra della media del campione considerato (32% contro 11%), in presenza di un fatturato rimasto costante (a fronte di un incremento del giro d'affari delle principali società di gestione delle Borse intorno al 23%).