19 gennaio 2020
Aggiornato 21:30
Politica economica

L'FMI chiede altri sacrifici all'Italia

Dopo molti anni di «difficile risanamento» l'Italia è riuscita a costituire uno degli avanzi primari più elevati di tutta l'area euro. «Un fattore chiave per il rafforzamento della fiducia. Tuttavia - aggiungono gli ispettori - occorre fare di più per ridurre l'alto livello del debito pubblico e rafforzare la resistenza delle finanze pubbliche».

ROMA - In Italia la crescita economica riprenderà da quest'anno, ma secondo il Fondo monetario internazionale «la ripresa rimane fragile e la disoccupazione a livelli inaccettabili». Per questo, nella dichiarazione al termine della missione in Italia, gli ispettori inviati da Washington rilevano la «conseguente necessità di interventi di politica economica rapidi e coraggiosi». Valutazioni positive, ma accompagnate a nuovi richiami riguardano la gestione dei conti pubblici.
Dopo molti anni di «difficile risanamento» l'Italia è riuscita a costituire uno degli avanzi primari più elevati di tutta l'area euro. «Un fattore chiave per il rafforzamento della fiducia. Tuttavia - aggiungono gli ispettori - occorre fare di più per ridurre l'alto livello del debito pubblico e rafforzare la resistenza delle finanze pubbliche».

PROMOSSO IL «JOBS ACT» - I tecnici del Fmi promuovono il «Jobs Act» del governo Renzi e raccomandano di integrarlo con una maggiore differenziazione salariale su base regionale, che dovrebbe riguardare anche le retribuzioni nella pubblica amministrazione. Una «vecchia richiesta questa del Fondo monetario internazionale, che viene riproposta», secondo il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, che invita a «rileggere» le esortazioni di Washington «con le lenti di oggi» e alla luce dell'impegno del governo a migliorare l'efficienza nella PA.
In generale secondo il ministro la relazione del Fmi contiene un «grande riconoscimento» all'Italia per gli sforzi fatti assieme «all'incoraggiamento» ad andare avanti sul percorso delle riforme strutturali. E oltre ai richiami sul mercato del lavoro, i tecnici del'istituzione internazionale hanno raccomandato anche più efficienza del sistema giudiziario, più concorrenza e più sostegno, anche pubblico, alle startup.

PADOAN: GRANDE RICONOSCIMENTO ALL'ITALIA - Un «grande riconoscimento» all'Italia per gli sforzi fatti assieme «all'incoraggiamento» ad andare avanti sul percorso delle riforme strutturali. Questo, secondo il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, il quadro che emerge dalla dichiarazione finale degli ispettori del Fondo monetario internazionale, al termine della missione in Italia. Una dichiarazione da cui l'Italia non ottiene «voti pieni - ha detto a margine di una conferenza stampa - ma sono voti buoni».

ANGELETTI: NON HA SENSO CORRELARE SALARIO A LIVELLO TERRITORIALE - «Correlare, nella contrattazione aziendale, il salario alla produttività è una scelta intelligente che stiamo già cercando di realizzare, ma questa correlazione - a differenza di ciò che sostiene il Fmi - non ha alcun senso se fatta a livello territoriale». Lo ha affermato il segretario geenrale della Uil, Luigi Angeletti.
«Per rendere più efficiente il sistema, in realtà, bisognerebbe aumentare la produttività della Pubblica Amministrazione. Ma su questo punto, anche questo Governo, invece di semplificare sul serio i rapporti tra cittadini, imprese e Stato e fare in modo che sia lo Stato al servizio dei cittadini e non viceversa, ha rinviato questa soluzione e si è limitato alla cosa per lui più facile: colpire i pubblici dipendenti», ha aggiunto.

BONANNI: NESSUNA SVOLTA SU LOTTA ALLA DISOCCUPAZIONE - «Fa bene il Presidente del Consiglio Renzi a chiedere alle banche italiane uno sforzo in piu' per aiutare le imprese, ma è il Governo che deve imprimere una svolta energica all'economia del paese. Ma su questo ha ragione il Fondo monetario internazionale: al di la' delle chiacchere, finora questa svolta non c'è proprio stata». Lo ha sottolineato il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni intervenuto ad una tavola rotonda in ricordo di Carlo Donat Cattin.