5 giugno 2020
Aggiornato 09:00
Politica monetaria | Crisi del debito

Draghi «il morbido»: Linea accomodante fin quando sarà necessario

Il quadro nel quale l'istituzione monetaria si trova a ponderare le sue scelte resta impegnativo. Eurostat ha appena confermato l'aggravamento della recessione subito dall'area valutaria a fine 2012, con un meno 0,6 per cento del Pil nel quarto trimestre

FRANCOFORTE - La Banca centrale europea inchioda i tassi di interesse dell'area euro al minimo storico dello 0,75 per cento, rassicurando che manterrà una politica accomodante «per tutto il tempo che sarà necessario» mentre l'area euro stenta a trovare la strada della ripresa. Anzi, nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo, il presidente Mario Draghi ha anche riferito che oggi è stata discussa l'ipotesi di un taglio ai tassi. Poi a maggioranza è stato deciso il mantenimento dello status quo, per l'ottavo mese consecutivo.

CALA IL PIL - Il quadro nel quale l'istituzione monetaria si trova a ponderare le sue scelte resta impegnativo. Eurostat ha appena confermato l'aggravamento della recessione subito dall'area valutaria a fine 2012, con un meno 0,6 per cento del Pil nel quarto trimestre. E oggi la Bce ha rivisto in peggio le sue previsioni economiche. «La debolezza si è protratta a inizio 2013, mentre si confermano segnali di stabilizzazione a livelli bassi», ha detto Draghi, che tuttavia ha anche ribadito la previsione di «una graduale ripresa economica a partire dalla seconda metà dell'anno».

PEGGIORA LA DISOCCUPAZIONE - Quanto allo stridente problema di una disoccupazione che non smette di peggiorare, l'Eurotower continua a sostenere che va affrontato con riforme strutturali. Nel frattempo l'inflazione non solo non mostra segnali di allarme, ma anzi ha registrato nuove brusche attenuazioni rallentando all'1,8 per cento a febbraio, riportandosi così all'interno dei valori obiettivo della Bce.

TASSI STABILI - Questo moderarsi del caro vita «consentirà alla nostra linea di politica monetaria di restare accomodante» nei mesi a venire, ha detto Draghi. E così il tasso sulle principali operazioni di rifinanziamento resta allo 0,75 per cento, il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginali all'1,50 per cento e a zero il tasso sui depositi che la Bce custodisce per contro delle banche commerciali. Decisioni in linea con le attese degli analisti, laddove sui mercati aveva avuto un qualche credito l'ipotesi di una riduzione.

REAZIONE MODESTA DEI MERCATI - Sui mercati oggi le parole di Draghi hanno dato vita a reazioni di modesta portata. Le Borse europee hanno chiuso mantenendo i moderati rialzi che avevano fin dal mattino, mentre l'euro si è flebilmente rafforzato, poco sotto 1,31 dollari forse a riflesso di dichiarazioni che a detta di alcuni analisti, come quelli di Bnp Paribas, avrebbero potuto essere più esplicitamente indicative dell'orientamento a tagliare i tassi. Francoforte invece sembra aver evitato di sbilanciarsi più di tanto.

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal