27 maggio 2019
Aggiornato 05:00
Lavoro | Vertenza Alcoa

Cappellacci: Nessun piano «B» per l'Alcoa

«Non c'è alcun giallo sulla lettera per l'acquisizione dell'Alcoa. Le lettere sono due; si tratta di lettere d'interessamento, non di impegno». A far chiarezza sulle voci e smentite legate ad un impegno ad acquisire lo stabilimento Aloca di Portovesme è il Presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci

CAGLIARI - «Non c'è alcun giallo sulla lettera per l'acquisizione dell'Alcoa. Le lettere sono due; si tratta di lettere d'interessamento, non di impegno». A far chiarezza sulle voci e smentite legate ad un impegno ad acquisire lo stabilimento Aloca di Portovesme è il Presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, ospite del programma Prima di tutto su Rai Radio 1.

NESSUN IMPEGNO FORMALE - «Voglio fare chiarezza una volta per tutte - ha detto Cappellacci - ieri sono arrivate due lettere: una della Glencore e una della Klesh. Si tratta di lettere che dimostrano interessamento. Non impegno formale. La Glencore ha espresso un interesse per l'acquisizione dello stabilimento. Poi c'è anche Klesh. Quest'ultimo ha rinnovato il suo interesse ad acquisire lo stabilimento come aveva già fatto lo scorso 8 giugno. Visto che di quella prima proposta, inoltrata ad Alcoa, non se n'è mai saputo niente mi chiedo come mai quella lettera è rimasta per 3 mesi nel cassetto? Tre mesi sono un tempo infinito, nel frattempo è iniziato lo spegnimento dell'impianto».

NESSUN PIANO «B» - Cappellacci ha poi concluso dicendo che tra i due gruppi è Glencore ad avere maggiori chance perché ha già uno stabilimento a fianco di quello dell'Alcoa. In riferimento alle voci di un possibile «piano B» relativo alla chiusura dello stabilimento Cappellacci ha concluso dicendo «non c'è nessun piano B, perché crediamo nello stabilimento e siamo convinti che debba rimanere aperto».