24 agosto 2019
Aggiornato 04:00
Vertenze lavoro

Alcoa chiude Portovesme: non è competitivo

«La chiusura di Portovesme ridurrà la capacità di produzione annuale globale di alluminio dell'Alcoa di 150mila tonnelate all'anno a quota 3,6 milioni di tonnelate». Nell'impianto di Portovesme (Sardegna) la produzione è ferma dalla fine del 2012. FIM-CISL: «Arrestare arretramento industriale del settore primario».

ROMA - Il colosso metallurgico USA, Alcoa, ha annunciato, con una nota, ha confermato l'intenzione di chiudere «definitivamente l'impianto di Portovesme, dove si lavora l'alluminio. La chiusura di Portovesme ridurrà la capacità di produzione annuale globale di alluminio dell'Alcoa di 150mila tonnelate all'anno a quota 3,6 milioni di tonnelate». Nell'impianto di Portovesme (Sardegna) la produzione è ferma dalla fine del 2012. «Le ragioni fondamentali che hanno reso non competitivo l'impianto di Portovesme non sono sfortunatamente cambiate. Manterremo i nostri impegni presi con i dipendenti e gli stakeholders, agendo in buona fede come abbiamo sempre fatto» ha dichiarato Bob Wilt, presidente di Alcoa. Gli oneri della chiusura di Portovesme saranno contabilizzati da Alcoa nei conti nel 4* trimestre e sono compresi tra 170-180 milioni netti, pari a 0,14-0,15 dollari per azione, di cui il circa il 60% non sarà per cassa.

FIM-CISL: ARRESTARE ARRETRAMENTO INDUSTRIALE - «Arrestare immediatamente l'arretramento nel settore primario industriale italiano». Lo chiede il segretario nazionale della Fim-Cisl Marco Bentivogli dopo la decisione del cda di Alcoa di chiudere definitivamente ogni attività dello stabilimento di Portovesme.
«Due anni fa - afferma - con una email da Pittsburgh è arrivata la decisione di voler fare le valigie, dopo due anni, con un'altra e-mail, questa mattina, è arrivata la notizia della decisione del Cda di Alcoa della chiusura definitiva di ogni attività dello stabilimento Alcoa di Portovesme. Con tale decisione, come la stessa multinazionale ha commentato, il bilancio della corporate verrà pulito di ogni onere relativo all'attività produttiva di Alcoa in Sardegna. L'azienda ha altresì confermato, di concludere i rapporti di lavoro e la relativa messa in mobilità non prima del 31 dicembre 2014».
«Questa ulteriore doccia fredda nella vertenza Alcoa - sottolinea - è l'ennesimo segno dell'irresponsabilità di troppe multinazionali che avrebbero almeno potuto aspettare la fine dell'anno per questa decisione; e altresì un richiamo, a tutti i soggetti coinvolti nelle vicenda a fissare al massimo delle priorità la vertenza Alcoa. Come sappiamo Glencore tra la fine di agosto e i primi di settembre darà una risposta sul memorandum of understanding e in caso affermativo avviare la fase finale del negoziato. Ci auguriamo - conclude Bentivogli - che il presidente del Consiglio comprenda che l'arretramento industriale che sta avvenendo nella nostra produzione dell'alluminio e della siderurgia corrisponde ad un colpo drammatico a tutto il manifatturiero e l'industria italiana e va quindi impedito con un Governo tutto impegnato nelle grandi vertenze industriali di questi mesi».