19 agosto 2019
Aggiornato 07:00
Lavoro | Vertenza Alcoa

Alcoa, Bersani fa saltare incontro «ABC»: non diventi «di maggioranza»

Intanto il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, l'uomo verso cui erano rivolti gli occhi della politica e, soprattutto, dei lavoratori di Portovesme, ha gelato tutti: «quella vertenza è un caso quasi impossibile». Belisario: Governo inadeguato a salvarla. Camusso: L'Esecutivo dica come dare un futuro all'azienda

ROMA - Proprio nel giorno in cui i sindacati impegnati nella vertenza Alcoa hanno giocato la carta della disperazione, cioè incontrarsi e chiedere l'aiuto dei leader dei partiti di maggioranza, il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, l'uomo verso cui erano rivolti gli occhi della politica e, soprattutto, dei lavoratori di Portovesme, ha gelato tutti: «quella vertenza - ha detto ieri - è un caso quasi impossibile». Parole pesanti che, se possibile, hanno reso la disperazione dei lavoratori ancora più evidente. Due di loro, infatti, sono saliti su un silos di 70 metri, lo stesso da cui erano partite le proteste del 2009 e sono arrivati a minacciare «gesti estremi».

Casini: Occasione persa - Che la giornata non nascesse sotto i più fausti auspici, del resto, lo si era capito fin dal mattino: i sindacati, che si aspettavano di incontrare Alfano, Bersani e Casini seduti attorno allo stesso tavolo, all'ultimo minuto sono stati ricevuti separatamente e in luoghi diversi. Colpa di Bersani, hanno detto i suoi due colleghi, Alfano e Casini, che all'ultimo ha fatto saltare tutto. «Qualcuno - ha spiegato il leader Udc, senza far nomi in conferenza stampa ma facendoli prima, in privato, ai sindacati - ha ritenuto più opportuno fare incontri separati. Mi dispiace, è stata un'occasione persa». Anche Alfano, al pari di Casini, ha manifestato «disappunto» per la scelta di Bersani, che invece ha preferito affidare al responsabile economico del suo partito, Stefano Fassina, i motivi della scelta.
Un incontro tra i lavoratori dell'Alcoa e i segretari di Pd, Pdl e Udc insieme «non è mai stato in programma», perchè un tal tipo di vertice, è stato il ragionamento di Fassina, avrebbe di fatto «tagliato fuori l'opposizione», mentre questa vicenda non è «questione di maggioranza od opposizione, bensì riguarda tutti». Insomma, il Pd avrebbe preferito non ascrivere alla maggioranza il forse già previsto fallimento della vertenza. Ecco perchè Fassina, conversando con i giornalisti al Nazareno, ha spiegato senza mezzi termini che un incontro con Bersani, Casini e Alfano insieme «sarebbe stato un errore e avrebbe indebolito la vertenza dei lavoratori».

Belisario: Governo inadeguato a salvarla - «Altri Stati europei intervengono per la tutela della loro industria nazionale, alla faccia di ogni scellerato intervento sanzionatorio dell'Unione Europea, mentre il nostro Governo è buono soltanto a dire che è impossibile salvare l'Alcoa». Lo dice in una nota Felice Belisario, presidente dei senatori dell'Idv.

Camusso: L'Esecutivo dica come dare un futuro all'azienda - Il Governo non si limiti a dire, come ha fatto ieri il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, che non ci sono investitori per il salvataggio di Alcoa, ma dica concretamente come si dà un futuro all'azienda. Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso.
«Il Governo - ha spiegato Camusso - non si limiti a dire se ci sono offerte o meno, ma dica concretamente come si dà futuro all'Alcoa». L'Italia, secondo il segretario, «non può permettersi di lasciar chiudere grandi imprese» perché «un paese senza industrie è un paese che non ha futuro».
L'incontro di ieri tra i sindacati è stato «un punto importante di rassicurazione ai lavoratori che è necessario» ma «ci attendiamo che anche da parte delle forze politiche» ci sia un impegno a tenere vivo il discorso e a chiedere conto al Governo Monti. Il fatto che ieri ci siano stati incontri separati tra i lavoratori, le parti sociali e i segretari dei partiti Alfano, Bersani e Casini, secondo Camusso «è l'ennesima dimostrazione di una maggioranza eterogenea che non permette di fare scelte per questo paese».