17 ottobre 2019
Aggiornato 12:31
Cinema italiano

David di Donatello, candidati al Quirinale

Da Napolitano grandi nomi e nuove generazioni, assente Sorrentino: «Penso che nessuno degli osservatori che conoscono questo mondo giudicherebbe in crisi il cinema italiano in questo momento. Può avere tutte le difficoltà di questo mondo, ma sta dimostrando una vitalità straordinaria».

ROMA - E' un mondo del cinema forte di un premio Oscar a «La grande bellezza», un Leone d'oro a Gianfranco Rosi per «Sacro Gra» e un Grand Prix a Cannes per «Le meraviglie» di Alice Rohrwacher quello che si è ritrovato questa mattina al Quirinale per la presentazione da parte di Gian Luigi Rondi dei candidati ai David di Donatello al presidente della Repubblica. Napolitano in un passaggio del suo discorso ha sottolineato: «Ci sono tanti giovani oggi e io vorrei ringraziare tutti coloro che sono candidati ai David di Donatello perché tutti hanno concorso a far vivere questa nuova felice stagione al cinema italiano», e ha poi spiegato: «Penso che nessuno degli osservatori che conoscono questo mondo giudicherebbe in crisi il cinema italiano in questo momento. Può avere tutte le difficoltà di questo mondo, ma sta dimostrando una vitalità straordinaria».

GLI ESORDIENTI PIF E SIBILIA - I rappresentanti del cinema italiano erano guidati da Sofia Loren, che ha ricevuto un David speciale, ma oltre ai grandi nomi del nostro cinema come Giuliano Montaldo, Marco Bellochio, Ettore Scola, quest'anno c'erano i volti dei registi esordienti, come Pif e Sidney Sibilia. Presente con tutti i suoi attori Paolo Virzì, che è arrivato al Quirinale con 19 candidature per il suo film «Il capitale umano», assente il vincitore dell'Oscar Paolo Sorrentino, che ha 18 nomination per «La grande bellezza».

FRANCESCHINI:  PUNTIAMO SUL TALENTO - Il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, ricordando i successi internazionali di Sorrentino, Rohrwacher, Gianfranco Rosi, ha affermato: «Dobbiamo scommettere sulla qualità sul talento, la creatività. Nel cinema si intrecciano indissolubilmente arte, artigianato, industria, passione intellettuale, sapienza tecnica e lavoro manuale. Non è soltanto quindi un pezzo significativo della nostra identità, ma è anche un settore di grandi potenzialità e di grande sviluppo economico e occupazionale».

PAROLA D'ORDINE: CULTURA - Giuliano Montaldo ha sottolineato che il cinema italiano ha sempre risposto ai periodi di crisi con grande creatività: «In verità le crisi le abbiamo vissute sempre, tante, ma le abbiamo vissute con orgoglio e passione per superarle, malgrado le censure preventive su certi temi definiti, tempo fa, 'panni sporchi'. Ma gli autori hanno sempre ricordato la parola d'ordine: cultura».
L'incontro con i nostri protagonisti del cinema si è concluso con una nota ironica del Presidente Napolitano, che rivolgendosi all'amico Montaldo ha ricordato: «Come si sa anche io fui tentato di avventurarmi per le strade del cinema e del teatro, poi mi sono perso per altre strade, ma riesco a ritrovare la passione di sempre quando mi incontro con voi».