7 dicembre 2019
Aggiornato 00:30

Milan: ecco perchè Piatek resta intoccabile

L'astinenza del polacco pesa nella classifica dei rossoneri, ma Pioli non può prescindere dalla sua presenza in area

La sostituzione di Piatek con Leao durante Parma-Milan
La sostituzione di Piatek con Leao durante Parma-Milan ANSA

MILANO - Il Milan torna da Parma con 3 punti pesantissimi, il ritrovato successo dopo un mese senza vittoria ed una classifica che se non sorride ancora ai rossoneri quantomeno viene mossa. Chissà se a fine campionato l'1-0 raccolto in extremis al Tardini non verrà ricordato come un punto di svolta in una stagione partita davvero male per la compagine milanista, ancora troppo lontana dalle zone europee della graduatoria, addirittura lontanissima da quel quarto posto che in estate era l'obiettivo numero uno della società e della squadra.

Attacco cercasi

Ma la partita di Parma ha certificato anche la latitanza delle punte di Pioli che continuano a fare più o meno il solletico alle difese avversarie. E' naturalmente quello di Krzysztof Piatek il primo nome sul banco degli imputati: il centravanti polacco non segna dal 20 ottobre, ha siglato appena 3 reti nelle prime 14 giornate di campionato, è in piena crisi di identità ed appare sempre più sfiduciato. Anche al Tardini l'ex genoano ha cominciato la gara con grinta e volontà, ha pressato e calciato un paio di volte verso la porta, dopodichè si è progressivamente spento fino alla sostituzione con Rafael Leao al minuto 63.

Problema

Piatek non segna, è poco pericoloso ed è la controfigura del cecchino infallibile dell'anno scorso, eppure ad oggi resta l'unico centravanti degno di questo nome a disposizione di Pioli. Già, perchè se è vero che il polacco latita in zona gol è comunque il solo ad occupare l'area di rigore avversaria coi movimenti da numero 9 vero, perchè Leao ogni qual volta è entrato in campo ha dimostrato di non possedere certi requisiti; il portoghese apre spazi, è veloce, tecnico, ma non è un centravanti, non ha l'istinto del killer (un solo gol finora per lui), non attacca il primo palo sui cross, non va a saltare di testa e tende a decentrarsi.

Consistenza

Al Milan un centravanti serve, perchè non è concepibile che una squadra come quella rossonera tiri in porta 27 volte (a Parma, per l'appunto) e segni a ridosso del 90' grazie ad un rimpallo fortunoso e per mano di un terzino, Theo Hernandez, che è peraltro il capocannoniere della formazione milanista con 3 reti, le stesse di Piatek. Al di là del ritorno di Zlatan Ibrahimovic (davvero più indispensabile che mai), Pioli non può dunque privarsi dell'unica punta centrale con movimenti da centrattacco, perchè Leao, crisi o non crisi del collega, non darà mai peso all'attacco rossonero, una caratteristica che per una formazione capace di segnare 13 reti in 14 partite non può assolutamente mancare. Per tutto il resto c'è Ibrahimovic.