28 gennaio 2020
Aggiornato 01:30
Calcio

Ancelotti-Milan: il sì ad una condizione

Nuove voci sul possibile clamoroso ritorno del tecnico reggiano a Milano nella prossima stagione

Carlo Ancelotti, allenatore del Napoli ed ex tecnico del Milan dal 2001 al 2009
Carlo Ancelotti, allenatore del Napoli ed ex tecnico del Milan dal 2001 al 2009 ANSA

MILANO - Tempi duri per il Milan (relegato nella parte destra della classifica di serie A con 7 sconfitte in 12 partite e i sogni di gloria nuovamente gettati alle ortiche) e per Carlo Ancelotti, allenatore di un Napoli altrettanto deludente in una stagione che poteva essere quella dell’avvicinamento alla Juventus e che si sta invece trasformando in una sorta di incubo, col quarto posto a rischio e le tensioni fra società e squadra. Lontani i giorni dei trionfi rossoneri del tecnico emiliano, perché ad oggi tanto lui quanto il popolo milanista vivono momenti di scoramento e delusione per il mancato raggiungimento dei rispettivi traguardi, con le piazze malinconiche ed arrabbiate.

Riavvicinamento

E allora perché non incontrarsi ancora? E’ ormai noto che il Milan e Carlo Ancelotti si lancino da tempo occhiate di corteggiamento, simbolo di un amore mai sopito e dimenticato; i rossoneri cercano un allenatore esperto, una guida sicura, lo stesso tecnico è stuzzicato dall’idea di rilanciarsi dopo i due anni in chiaroscuro a Napoli e soprattutto di rialzare il Diavolo, ormai ridotto a semplice comparsa del calcio italiano dopo aver dominato in serie A e in Europa. Che Ancelotti lasci la Campania è scontato, le frizioni con De Laurentiis sono insanabili, così come difficile appare la permanenza a Milanello di Stefano Pioli che non sta lavorando male ma che non ha lo spessore ed il curriculum per gli obiettivi richiesti dal club milanese.

Patto

Ma quanto è realmente vicino il ritorno di Ancelotti a Milano? Al momento non esiste neanche una vera e propria trattativa, ma le parti lavorano sottotraccia per limare le posizioni in vista della primavera quando l’affare potrebbe subire un’autentica accelerata. La conditio sine qua non per riaccogliere il tecnico reggiano in rossonero, però, è la permanenza di Paolo Maldini come direttore tecnico del Milan, senza il quale Ancelotti non ascolterebbe alcuna proposta dal club; il rapporto fra i due ex campioni milanisti è fortissimo ed insieme sono pronti a buttare giù un progetto sportivo che rialzi la squadra dalla mediocrità nella quale è piombata.

Dubbi

La conferma di Maldini, però, è sotto osservazione della proprietà: non è piaciuta la campagna acquisti estiva, ma soprattutto le dichiarazioni dell’ex capitano circa l’ambizione di tornare ai vertici in tempi medio brevi. Dichiarazioni alle quali la società non ha risposto ufficialmente, ma che hanno irritato lo stato generale del fondo Elliott che valuterà con maggior attenzione l’operato di Maldini nei prossimi mesi e poi deciderà di conseguenza. Un’indecisione che non permette ad Ancelotti di essere sicuro della trattativa col Milan perché, su questo è stato chiaro, senza Maldini l’affare non finisce neanche in bozza. Un binomio, quello fra il tecnico e il direttore tecnico rossonero, che evoca dolci ricordi e che potrebbe ripresentarsi come primo passo della tanto sospirata rinascita milanista.