14 novembre 2019
Aggiornato 06:30

Rosso in bilancio: cosa può cambiare nel calciomercato del Milan

I rinforzi chiesti ed attesi dai tifosi già a gennaio rischiano di dimezzarsi dopo la pubblicazione dei conti del club

Paolo Maldini, direttore tecnico del Milan
Paolo Maldini, direttore tecnico del Milan ANSA

MILANO - Meno 146 milioni. Un bilancio in negativo che il Milan si aspettava, aveva messo in preventivo, ma che complica inevitabilmente i piani di rilancio del club. Senza analizzare inutilmente ciò che è stato, fra la mala gestione dell'ultimo Berlusconi e quella disastrosa dei cinesi, ora la dirigenza milanista deve capire cosa possa o non possa fare nel calciomercato di riparazione a gennaio, perchè la rosa ha bisogno di esperienza, necessita di rinforzi se è vero che l'obiettivo stagionale resta quello del quarto posto dopo l'arrivo di Pioli in panchina al posto di Giampaolo.

Timori

La paura, dei tifosi soprattutto, era inizialmente quella che già con l'inizio del 2020 potessero essere sacrificati pezzi pregiati dell'organico per ripianare i conti del club. E allora via Donnarumma, Suso, o magari anche uno fra Piatek e Paquetà, per non parlare di capitan Romagnoli; niente paura, invece, perchè ci ha pensato il Milan stesso a tranquillizzare il già demoralizzato pubblico rossonero: a gennaio non partirà nessun big. Dichiarazione ufficiale della società, nessun motivo di non crederci, dunque, sintomo che a Milanello il traguardo della Coppa dei Campioni, seppur difficile, resta fondamentale anche in un'annata complicata come questa.

Operazioni

A gennaio, quindi, al di là di qualche partenza di secondo piano (Castillejo, per esempio), il Milan qualcosa potrà e dovrà aggiungere alla rosa a disposizione di Stefano Pioli, soprattutto per colmare la già citata carenza di elementi esperti. Il budget non sarà particolarmente ampio, ma almeno un paio di affari di spessore Boban, Maldini e Massara cercheranno di metterli a segno; dalla Juventus sta uscendo Mario Mandzukic che la destinazione milanese non la disdegnerebbe, così come qualche operazione dall'estero, magari in prestito con diritto o obbligo di riscatto, a conferma che la proprietà, anche al netto di finanze non certo rosee, tenterà il tutto per tutto per non lasciare andare alle ortiche l'ennesima stagione e riacciuffare quel quarto posto vitale per l'intero Milan.