14 novembre 2019
Aggiornato 06:30

Ancelotti-Milan: il grande ritorno

Iniziano a rincorrersi le voci circa un nuovo matrimonio fra il tecnico reggiano ed i rossoneri, fra le tensioni col Napoli e le clausole contrattuali di Pioli

Carlo Ancelotti ha già allenato il Milan dal novembre 2001 al maggio 2009
Carlo Ancelotti ha già allenato il Milan dal novembre 2001 al maggio 2009 ANSA

MILANO - Neanche un attimo di tranquillità nell'ambiente milanista: in appena due settimane ecco l'esonero di Marco Giampaolo dopo l'inizio shock in campionato, il tentativo (miseramente fallito) della dirigenza di portare a Milanello Luciano Spalletti, la virata su Stefano Pioli, immediatamente vilipeso ed insultato dallo sfinito popolo rossonero con contestazione più verso la scelta che verso il tecnico stesso e, dulcis in fundo, la pubblicazione dei bilanci societari e quel quasi -150 milioni che fa tremare non solo i tifosi ma pure i dirigenti, tutti a temere un ulteriore ritardo nel progetto di riqualificazione e di rilancio del Milan.

Suggestione

In mezzo a tutto ciò e col campionato che sta per ripartire, si fanno sempre più fitte e numerose le voci provenienti da Napoli che vorrebbero un Carlo Ancelotti stufo dell'avventura partenoepa e pronto a strizzare più di un occhio al suo vecchio amore milanista in vista della prossima stagione. Ma come, Pioli non ha neanche fatto il suo esordio a San Siro e già si pensa ad un nuovo cambio in panchina? Sono voci, i classici dicunt che però quando si sommano fra di loro possono anche celare una parte di verità. Che Ancelotti e il presidente napoletano De Laurentiis non vadano più così d'amore e d'accordo è acclarato, inoltre l'allenatore reggiano si aspettava di più da squadra e società, sperando di lottare con la Juventus da più vicino e costretto invece ad inseguire, oltre ai bianconeri, pure l'Inter.

Perchè sì

A questo va sommato anche l'accordo verbale fra il Milan e Pioli che vuole l'addio del neo tecnico rossonero in caso di mancata qualificazione alle coppe europee, oltre al fatto che, al di là delle smentite di rito, l'allenatore emiliano è stato un ripiego rispetto a Spalletti. Se Ancelotti dovesse davvero liberarsi con un anno di anticipo dal suo legame col Napoli, il Milan potrebbe effettivamente riflettere sulla possibilità di riportarlo a Milano aggiungendo (finalmente) quell'esperienza, quel carisma e quella sicurezza che sulla panchina milanista manca ormai da tempo immemore. Le ambizioni stagionali con Ancelotti salirebbero inevitabilmente di livello, la sintonia con Boban e soprattutto con Paolo Maldini sarebbe naturale e profonda, i calciatori si sentirebbero rassicurati da una presenza così altisonante in panchina e nuovi possibili acquisti potrebbero dare il proprio assenso grazie ad un allenatore simile.

Perchè no

C'è da dire, però, che quella continuità tanto richiesta negli ultimi 7 anni non è ancora arrivata e con l'ennesimo cambio di guida tecnica la costanza verrebbe ancora meno. Pioli ha firmato un contratto biennale e, catastrofi a parte, è destinato a giocarsi le sue carte non solo in questi 7 mesi della stagione in corso, ma anche a programmare (tecnicamente, tatticamente ed atleticamente) la prossima, senza contare che il Milan difficilmente potrebbe permettersi il lusso di pagare tre allenatori (Giampaolo, Pioli ed Ancelotti); inoltre, Ancelotti potrebbe sì essere lieto di tornare a Milanello, ma a quali cifre? L'attuale allenatore del Napoli guadagna 6 milioni di euro l'anno e sarebbe davvero disposto a dimezzarsi lo stipendio per tornare in un Milan che conta pure i centesimi e per di più in panne dal punto di vista tecnico?

Conclusioni

Infine, l'ultimo Ancelotti resta un grande allenatore ma probabilmente con maggiori capacità gestionali che tecniche, è ormai abituato a lavorare solo in grandi ambienti e in spogliatoi ricchi di fuoriclasse, oltre ad avere bisogno di maggior tempo per cambiare la mentalità dei propri calciatori, diversamente a quanto accade, ad esempio, ad Antonio Conte. Il ritorno di Carlo Ancelotti esalterebbe certo il pubblico milanista, ormai depresso e sfiduciato, irritato per le continue scelte di secondo piano in panchina, oltre a poter essere l'unica grande occasione rimasta in caso di fallimento di Pioli, ma l'impressione è che, affetto a parte, il momento storico suggerisca allo steso tecnico reggiano (uno scudetto, due Coppe dei Campioni, una Coppa Italia e varie supercoppe vinte in 8 anni al Milan) di riflettere attentamente su un suo nuovo matrimonio coi rossoneri, di capire il periodo prima di accettare per il semplice gusto di riavvicinarsi al suo primo grande amore.