15 ottobre 2019
Aggiornato 12:30

Milan: i sostituti di Giampaolo si scaldano

La situazione del tecnico rossonero resta in bilico, la dirigenza lavora sottotraccia alle possibili alternative

Marco Giampaolo, allenatore del Milan
Marco Giampaolo, allenatore del Milan ANSA

MILANO - La partita con la Fiorentina potrebbe essere stata decisiva (in negativo) per le sorti di Marco Giampaolo, il cui inizio di avventura sulla panchina del Milan assomiglia più ad un incubo che al grande sogno per il tecnico abruzzese di approdare in una grande piazza alla soglia dei 50 anni. Con 4 sconfitte nelle prime 6 giornate, infatti, Giampaolo è ormai appeso a un filo, al di là della fiducia e delle conferme di facciata di una dirigenza che in realtà si interrogava e si interroga eccome sul futuro dell’allenatore, perché il quarto posto in campionato sarà pure ormai la solita chimera, ma il Milan è in ogni caso chiamato a provarci.

Posizione delicata

Il tecnico rossonero è fortemente in bilico, perché il gioco non si vede e le difficoltà sono molteplici, oltre al fatto che, si sa, in un ambiente come quello milanista di tempo ce n’è poco, specie con risultati tremendi. Giampaolo, seppur con qualche giustificazione di sorta, rischia di pagare oltremisura e per tutti, soprattutto se non sarà in grado di trasformare i suoi; non può bastare una partita, non può bastare una semplice risposta al momento delicato, servirà invece un filotto importante e la sensazione di guidare una squadra e uno spogliatoio consapevole della sua pur relativa forza e bravura. Boban e Maldini (chissà, forse pure Massara), che pure di confusione nella testa ne hanno grossomodo quanto Giampaolo, valutano, chiedono e pretendono un’inversione di rotta chiara, netta ed evidente, anche se potrebbe essere già troppo tardi.

Soluzione estrema

Piena fiducia in Giampaolo, questo il mantra della dirigenza rossonera che pone il tecnico di Giulianova in una posizione vagamente più sicura, anche se pure la fiducia non può essere né eterna e né illimitata, la gara con la Fiorentina è stata mortificante e il tecnico come al solito è apparso imbambolato e incapace di dare una scossa. Il Milan deve svoltare e in fretta, dare continuità ai risultati e mostrare quel gioco brillante di cui tanto si è parlato in estate, altrimenti la fine potrebbe essere drastica. Già, perché il club milanista non vuole farsi trovare (ancora) impreparato in questo disastro con conseguente separazione anticipata con Giampaolo; chi prendere allora eventualmente al posto dell’attuale allenatore qualora le cose dovessero precipitare oltremodo?

Nomi

Impossibile arrivare a Massimiliano Allegri (che al di là dell’aspetto economico non prenderebbe il Milan in corso d’opera), difficilissimo raggiungere anche Luciano Spalletti (che chiede 6 milioni di euro ed un progetto solido), da escludere una scelta estera (Wenger, ad esempio), sul taccuino di Boban e Maldini il primo della lista potrebbe essere Claudio Ranieri, uno specialista nelle situazioni di crisi, abile a subentrare anche a metà stagione lavorando con ciò che trova e libero dopo l’esperienza di Roma, nonché consapevole di recitare il semplice ruolo di traghettatore in attesa dell’ennesima rivoluzione estiva. Stesso discorso anche per Stefano Pioli che rispetto a Giampaolo vanta maggiore esperienza in piazze difficili (Lazio, Inter e Fiorentina), mentre da escludere è il ritorno di Gennaro Gattuso che, oltre a trattare col Genoa, a giugno ha sfiduciato il club assieme a Leonardo, non credendo al lungimirante progetto milanista. Un affronto che complica non poco il possibile richiamo del figliol prodigo.