22 novembre 2019
Aggiornato 12:00

Milan rinforzato o indebolito rispetto ad un anno fa? Questo è il dilemma

Dubbi ed incertezze sul reale valore dell’organico di Giampaolo. I rossoneri sono più competitivi della stagione scorsa?

Tiémoué Bakayoko, centrocampista francese attualmente al Monaco e lo scorso anno al Milan
Tiémoué Bakayoko, centrocampista francese attualmente al Monaco e lo scorso anno al Milan ANSA

MILANO - Sono contrastanti le sensazioni che pervadono l’animo dei tifosi milanisti, fra chi sostiene che il calciomercato appena sigillato da Zvonimir Boban e Paolo Maldini sia stato talmente soddisfacente da rendere l’organico rossonero più forte di quello di un anno fa e chi altresì ritiene insufficiente l’operato della dirigenza, tanto da far scalare il Milan di qualche posizione nella griglia di partenza del campionato, stilata dopo la chiusura del mercato lo scorso 2 settembre. Dopo le diverse opinioni circa la scelta di Marco Giampaolo come allenatore, insomma, ora è il turno delle divergenze su una campagna acquisti che non ha affatto messo tutti d’accordo.

Perché si

Molti tifosi hanno accettato di buon grado l’operato dei dirigenti, convinti delle soluzioni e dei soldi spesi, col Milan costretto a ridurre gli ingaggi e a non fare follie considerando i paletti del Fair Play Finanziario. E così, ben venga il solo sacrificio di Patrick Cutrone (volato in Inghilterra per una cifra di poco inferiore ai 25 milioni di euro), sostituito peraltro da ben due rinforzi, quali il promettente Rafael Leao e il più esperto Rebic; due al prezzo di uno, quindi. Positivi anche gli arrivi di Theo Hernandez (più esuberante sulla fascia rispetto a Rodriguez), di Bennacer (miglior calciatore della Coppa d’Africa vinta con la sua Algeria) e delle riserve Duarte e Krunic, buoni rimpiazzi per la panchina dopo gli addii di Zapata, Montolivo, Bertolacci e José Mauri, ma soprattutto da applaudire la permanenza di Donnarumma, Romagnoli e Suso. Milan promosso, dunque, e in pole position per il quarto posto.

Perché no

Gli scettici, viceversa, puntano il dito sul mancato arrivo di un fuoriclasse (svanito il sogno Modric, in diversi fanno il nome di De Paul), sul sacrificio di Bakayoko non riscattato dal Chelsea dopo l’ottima annata scorsa, ma soprattutto sulle occasioni volutamente mancate da Boban e Maldini: Kabak, Demiral, Sensi, Veretout, Praet, Correa, tutti inseguiti a lungo dai rossoneri che hanno però offerto troppo poco rispetto a quanto richiesto dai club proprietari dei cartellini, fino alla rinuncia che è costata l’interruzione di diverse trattative che sembravano invece vicine alla conclusione. Senza Bakayoko, con acquisti che si sono rivelati seconde o terze scelte, il Milan ha speso 60 milioni di euro per ritrovarsi con una rosa non più completa dello scorso anno e con un tecnico alla prima esperienza in un grande club. Campagna acquisti bocciata e quarto posto considerato un miraggio.

Valutazioni

Difficile, a dire il vero, giudicare il mercato milanista, anche perché somme o sottrazioni nude e crude lasciano il tempo che trovano; nessuno è ad oggi in grado di dire se Leao, ad esempio, si rivelerà una scommessa vincente o se verrà classificato alla voce «bidone». E il discorso va inoltre allargato anche alle concorrenti del Milan per il quarto posto: l’Inter, che un anno fa si è qualificata alla Coppa dei Campioni per il rotto della cuffia, ha compiuto un doppio salto mortale portandosi a casa Antonio Conte ed una campagna acquisti coi fiocchi che avvicina i nerazzurri a Juventus e Napoli.

Rivali

La Lazio ha mantenuto la stessa ossatura di squadra, non ha venduto ed ha aggiunto Lazzari, mentre la Roma ha cambiato molto, nonostante appaia ancora un’incognita: se Fonseca indovinerà assetto e mosse, i giallorossi saranno un cliente assai pericoloso. Senza tralasciare, infine, l’Atalanta che la scorsa stagione ha raggiunto addirittura il terzo posto e che quest’anno potrebbe risultare ancora in corsa ma che potrebbe anche pagare la disputa della sua prima Coppa dei Campioni e perdere energie psicofisiche importanti, e il Torino che, un po’ come la Lazio, non ha sacrificato nessun gioiello e potrebbe essere la vera sorpresa della serie A. Aspettando i responsi, i tifosi del Milan restano comunque assai divisi sul valore della propria squadra del cuore.