18 novembre 2019
Aggiornato 05:30

Milan-Suso: ecco com’è cambiato lo scenario

Da partente sicuro a pupillo dell’allenatore: per il fantasista spagnolo il futuro potrebbe essere riscritto

Suso, fantasista spagnolo del Milan
Suso, fantasista spagnolo del Milan ANSA

MILANO - La strategia cambia in corso, passiamo al piano B. Accade questo in Formula 1 quando dal box gli ingegneri modificano quanto già pianificato in partenza, tenendo conto della mutazione degli eventi e della necessità di restare al passo con i rivali. Al Milan sta accadendo più o meno la stessa cosa in questa estate di rivoluzione tecnica e idee ancora non chiarissime: in principio c’era l’arrivo di Marco Giampaolo, nuovo allenatore rossonero, che ha sradicato il 4-3-3 dai muri di Milanello dopo tre anni, per imprimerci il suo 4-3-1-2 con tanta qualità e possesso palla ma anche con qualche dubbio tattico pronto a stanziarsi all’orizzonte.

Cambio di rotta

Primo equivoco, Suso. Il fantasista spagnolo, attaccante esterno di destra nel tridente, appariva inizialmente imbottigliato in uno schieramento diverso, col macabro ricordo di quel Milan-Empoli dell’agosto 2015 quando Sinisa Mihajlovic lo piazzò come trequartista puro, salvo poi bocciarlo e metterlo quasi fuori rosa col prestito al Genoa nella seconda parte di stagione. Impossibile per Suso agire centralmente dietro le punte, impossibile per il Milan non cedere almeno un pezzo importante dell’organico: e se 2+2 fa ancora 4, ecco la logica conseguenza, ovvero lo spagnolo sul mercato e rossoneri alla ricerca di un bel gruzzolo per fare plusvalenza e finanziare parte della campagna acquisti estiva.

Affare economico o tecnico?

Poi, le prime amichevoli e la folgorazione: Marco Giampaolo resta incantato dalle prestazioni di Suso, lo sprona ad accentrarsi, lo richiama ogni qual volta tenti (anche per inerzia) di spostarsi verso destra, poi davanti ai microfoni ne tesse lodi sperticate, invita la società (neanche così velatamente) a togliere il fantasista iberico dal mercato, è pronto a giurare che quell’anarchico mancino non è bravo solo a fare l’attaccante esterno nel 4-3-3 ma anche l’ispiratore delle punte, alla Boban, tanto per scomodare il primo nome del Milan glorioso che fu. Ora che Giampaolo ha lanciato la palla, tocca ai dirigenti rispondere: che fare?

Scenari

Il dubbio è amletico: ascoltare la preghiera dell’allenatore, accontentarlo tecnicamente e tatticamente, anche a costo del sacrificio economico, oppure non cedere alle lusinghe finanziarie (semmai ce ne fossero) e mantenere Suso sul mercato? Il dilemma è grande, perché da una parte ci sono i conti da sistemare, dall’altra, dopo una presa di posizione così netta, cedere il calciatore potrebbe creare il primo problema a Giampaolo e, in parte, delegittimarne anche il potere. Difficile dire oggi cosa accadrà, ma l’impressione è che a Suso siano bastate poche amichevoli per tenersi il Milan un po’ più stretto.