13 dicembre 2019
Aggiornato 12:01

Il Milan, Kessie ed un futuro tutto da scrivere

Non è ancora chiara la posizione del centrocampista ivoriano, da possibile leader e titolare ad eventuale sacrificio sul mercato

Franck Kessie, centrocampista del Milan e della nazionale ivoriana
Franck Kessie, centrocampista del Milan e della nazionale ivoriana ANSA

MILANO - In una campagna acquisti ancora in alto mare con obiettivi lasciati andare perché troppo costosi (come se non si sapesse che i calciatori bravi vanno giustamente pagati), il Milan deve fare i conti anche col mercato in uscita perché dall’organico rossonero qualcuno verrà sacrificato, un po’ per rispettare il Fair Play Finanziario ed un po’ per accumulare quel tesoretto utile a rinforzare la rosa a disposizione di Marco Giampaolo, magari non lasciandosi sfuggire tutti gli elementi avvicinati, come accaduto finora con i vari Sensi, Torreira, Veretout e chi più ne ha più ne metta. La dirigenza vorrebbe sacrificare Suso ma, com’era arcinoto sin dall’inizio, offerte per lo spagnolo non ne sono arrivate, soprattutto perché quei 40 milioni da clausola dell’iberico non li vuole (naturalmente) spendere nessuno.

Valutazioni

E così a tornare in ballo per un’ipotetica cessione torna Franck Kessie, reduce da una buona Coppa d’Africa con la sua Costa d’Avorio e che tornerà a Milanello fra il 5 ed il 6 agosto, pronto per essere sottoposto all’esame di Giampaolo che ha più volte ribadito di voler studiare i propri calciatori prima di prendere decisioni sul loro futuro. Kessie piace a diversi club di Premier League (Arsenal e Tottenham su tutti) ed ha molti più estimatori del già citato Suso e di Calhanoglu, vale a dire gli altri possibili partenti dal Milan, motivo per cui anche la dirigenza sta riflettendo sull’ipotesi di mettere sul mercato l’ivoriano rispetto agli altri.

Rischi

Il pericolo di perdere Kessie, più che economico, sarebbe tecnico: l’ex atalantino è uno dei cardini della formazione milanista, abbina forza fisica, senso di inserimento, personalità, oltre ad essere il rigorista numero uno della squadra. Classe 1996, il centrocampista africano è ancora giovane e dunque con ampi margini di miglioramento sia dal punto di vista tattico che caratteriale, può maturare e diventare ancora più presente nella linea mediana rossonera; è vero altresì che Giampaolo predilige calciatori di qualità in mezzo al campo, ma allo stesso tempo rinunciare così a cuor leggero al dinamismo e alla forza d’urto di Kessie non sarebbe così saggio, specie perché l’ivoriano andrebbe anche solo numericamente sostituito e, visti i chiari di luna attuali, l’impresa appare assai complicata. Il Milan riflette, valutando pro e contro di un’operazione rischiosa.