18 ottobre 2019
Aggiornato 04:00

Milan: ecco perchè sarà Suso il sacrificio estivo

Entro il prossimo 30 giugno da Milanello partirà almeno un pezzo pregiato dell'organico rossonero. L'indiziato numero uno è lo spagnolo

Suso, fantasista spagnolo del Milan
Suso, fantasista spagnolo del Milan ANSA

MILANO - Il Milan e Suso potrebbero presto dirsi addio, con una stretta di mano e senza particolare rancore, anzi, col ringraziamento reciproco. Il club rossonero, ormai è noto, sarà costretto entro il 30 giugno ad operare qualche cessione eccellente nel rispetto dei parametri imposti dal Fair Play Finanziario, e sull'altare dell'Uefa sono sacrificabili in pochi: Donnarumma, Romagnoli, Kessie, Calhanoglu, forse Cutrone e appunto Suso. Da escludere la partenza del capitano, improbabili quelle del turco (che non ha disputato una stagione memorabile e dunque difficilmente farà incassare cifre da capogiro) e del giovane centravanti, pur inseguito da Atalanta, Lazio e Torino.

Clausola

Ed ecco che allora, oltre alla vicenda legata a Gianluigi Donnarumma che è tornato nel mirino del Paris Saint Germain ed è finito pure in quello del Manchester United, sale alla ribalta l'opzione della partenza di Suso, sostanzialmente per tre motivi: il primo è economico, perchè l'Atletico Madrid (che dovrà ricostruire quasi tutto l'attacco) è pronto a farsi carico della clausola di 40 milioni legata allo spagnolo e che permetterebbe al club madrileno di scavalcare il dialogo con la dirigenza milanista e dover trattare solo col calciatore, arrivato nell'estate del 2015 al Milan per poche migliaia di euro dal Liverpool e che consentirebbe a Gazidis di incamerare una plusvalenza coi fiocchi a 4 anni di distanza.

Sacrificio utile e necessario

La seconda motivazione è di stampo tattico: l'arrivo a Milanello di Marco Giampaolo, infatti, difficilmente si sposa con le caratteristiche di Suso, utilizzabile esclusivamente in un 4-3-3 come attaccante esterno di destra. Nel 4-3-1-2 del futuro tecnico rossonero, posto per lo spagnolo rischia di non esserci, per cui ecco che la sua cessione diventerebbe ancor meno dolorosa. Infine, un ragionamento puramente di convenienza: sostituire Donnarumma sarebbe assai difficoltoso, farlo con Romagnoli men che meno, lo stesso Kessie ad oggi è l'unico pilastro di un centrocampo demolito da rinnovi di contratto mancati e prestiti non riscattati; vendere Suso, al contrario, rappresenta un sacrificio ammortizzabile dal punto di vista tattico grazie al cambio di modulo, finendo col diventare una cessione utile a tutti, in primis alle casse di un Milan pronto a ricostruirsi in campo e fuori.