16 ottobre 2019
Aggiornato 09:30

Milan-Simone Inzaghi: ecco gli indizi

Il tecnico della Lazio sembra il favorito per prendere il posto di Gattuso sulla panchina rossonera

Simone Inzaghi, allenatore della Lazio e candidato alla panchina del Milan
Simone Inzaghi, allenatore della Lazio e candidato alla panchina del Milan ANSA

MILANO - Il campionato è finito ed il Milan, in attesa di conoscere i verdetti Uefa e capire se giocherà o meno in Europa, inizia a gettare le basi in vista della prossima stagione, ovvero quella che, almeno nei piani più o meno chiari della società, dovrà essere quella del rilancio e, finalmente, del ritorno in Coppa dei Campioni, competizione che i rossoneri non disputano dal febbraio del 2014. Il primo tassello sarà quello dell’allenatore, perché dalla guida tecnica che verrà scelta dalla dirigenza (da Ivan Gazidis nello specifico) si potranno stabilire i piani e la campagna acquisti da affrontare in estate. Confermare Gattuso nonostante il mancato raggiungimento del quarto posto, oppure indirizzarsi verso un nuovo tecnico? Un dilemma ormai sciolto perché Gattuso ha le ore contate.

Nome forte

La permanenza dell’ex centrocampista, nonostante l’ottima sintonia creata fra l’allenatore calabrese e lo stesso Gazidis, appare lontanissima: col quarto posto e la qualificazione in Coppa Campioni, Gattuso avrebbe avuto un potere che al momento invece vacilla e l’impressione è che la volontà del Milan sia quella di chiudere il rapporto con l’attuale tecnico e virare su altri nom, oltre al volere dello stesso Gattuso di andar via. Il favorito è al momento Simone Inzaghi, tenendo anche conto del fatto che Sarri (con cui Gazidis aveva raggiunto un’intesa di massima qualche settimana fa) molto probabilmente si accaserà alla Juventus. Inzaghi, ancora sotto contratto con la Lazio, ha tenuto diversi colloqui con Lotito, dai quali, smentite di rito a parte, ha capito come il club capitolino non possa fare più di quanto fatto finora, e sembra essersi convinto a lasciare Roma con la Coppa Italia appena conquistata ed un bilancio altamente positivo nella sua esperienza romana.

Indizi

Inzaghi piace al Milan e il Milan piace a lui. Una stima reciproca che potrebbe facilitare non poco un’eventuale trattativa, anche perché il tecnico piacentino si sente pronto per alzare leggermente il livello, ma è consapevole di essere ancora un allenatore giovane, per cui la soluzione milanista gli appare la migliore per la sua carriera. Inzaghi non parla dalla finale di Coppa Italia con l’Atalanta e proprio ai bergamaschi ha detto no a metà maggio, congelando la proposta di Percassi di prendere il posto di Gasperini (diretto alla Roma) per aspettare prima la Juventus ed ora il Milan, meta ormai prescelta dal tecnico della Lazio. Anche il silenzio dopo la gara di Torino dell’ultima giornata di campionato conferma che Inzaghi è in un momento di riflessione e non vuole rilasciare dichiarazioni che poi possano essere strumentalizzate o creargli problemi sia in caso di addio che di conferma.

I tempi

Il Milan, dal canto suo, ragiona e si interroga sul futuro: il rapporto con Gattuso è agli sgoccioli e la soluzione legata ad Inzaghi è al momento la più calda ed anche se una trattativa vera e propria non è stata ancora intavolata, la sensazione è che qualora le parti si incontrassero troverebbero l’accordo in pochi minuti, ora che pure le ipotetiche resistenze di Lotito (uno che solitamente non lascia andare facilmente i propri tesserati) sembrano scavalcate: il presidente ha capito che tenere un Inzaghi scarico e demotivato sarebbe controproducente e ha già in caldo le alternative (De Zerbi, Giampaolo e Mihajlovic). Inoltre, non ci sarà da aspettare molto: il Milan desidera impostare presto la nuova stagione, dalla possibile rivoluzione nell’organigramma dirigenziale a quella tecnica: entro una decina di giorni al massimo, Gazidis vuole avere certezze sul nuovo progetto rossonero che potrebbe avere Simone Inzaghi come primo incastro del domino della riscossa.