17 ottobre 2019
Aggiornato 19:30

Milan-Suso: tutti gli scenari possibili in estate

A fine stagione i rossoneri discuteranno con l’entourage del fantasista il futuro dello spagnolo che appare ad oggi fortemente incerto

Suso, fantasista spagnolo del Milan
Suso, fantasista spagnolo del Milan ANSA

MILANO - Il Milan e Suso potrebbero non continuare assieme i loro rispettivi percorsi, già a partire dal prossimo mese di luglio. Il futuro del fantasista spagnolo, infatti, è tutt’altro che definito e la sua conferma in rossonero non è per nulla scontata, anzi, le probabilità che a fine anno il calciatore iberico lasci Milano crescono vertiginosamente di giorno in giorno, complici le prestazioni altalenanti dell’ex genoano (reduce comunque dal gol apripista nella gara contro il Bologna, la prima dopo 4 mesi di digiuno), la situazione economica del club milanese, il sicuro cambio di allenatore che il Milan effettuerà già da giugno ed il rinnovo di contratto non ancora firmato. Tutti motivi che lasciano Suso e i rossoneri in attesa degli eventi, aprendo le porte a diversi scenari, tutti attuabili.

Opzione conferma

Al momento l’ipotesi di rivedere Suso a Milanello anche il prossimo anno appare quella meno probabile: lo spagnolo non ha ancora rinnovato il suo accordo col club (chiede addirittura 5 milioni di euro annui) ed ora al Milan sembra aver fiducia in lui il solo Gennaro Gattuso, vale a dire l’unico sicuro di non rimanere a Milano anche nella prossima stagione. Certo, molto dipenderà anche dalle idee del nuovo tecnico, ma l’impressione è che senza Gattuso il fantasista spagnolo perda il suo principale sponsor per una conferma complicata, anche considerando l’incertezza sulla campagna acquisti che il Milan potrà affrontare in estate, fortemente condizionata dal rispetto del Fair Play Finanziario e dalla partecipazione o meno alle coppe europee, Coppa Campioni soprattutto.

Opzione cessione

E’ la possibilità più concreta: Suso ha confermato in quest’annata tutti i suoi limiti, specialmente di natura caratteriale, è andato bene nella prima parte della stagione, poi è scomparso, incapace di trovare soluzioni alternative al suo andirivieni sul fazzoletto di campo da lui preferito (settore destro dell’attacco) e limitando assist e gol da gennaio in poi. La scarsa duttilità tattica, poi, limiterebbe le scelte del nuovo allenatore milanista, dal momento che con lo spagnolo in squadra o la formazione prevede il 4-3-3 o la resa del fantasista è pressoché zero; della serie: o col 4-3-3 o senza Suso. Val la pena impostare il modulo mettendo al centro un calciatore che dà sempre meno garanzie? Difficile che anche i dirigenti vogliano ancora avere pazienza con Suso, anche perché, specie in caso di mancato quarto posto, qualche sacrificio il club dovrà per forza di cose prenderlo in considerazione e lo spagnolo in tal senso sembra scalare vertiginosamente le posizioni. 

Ostacoli

Il punto, semmai, è un altro: ad oggi chi può permettersi di spendere anche 20-25 milioni per un calciatore così deludente e tatticamente limitato? In passato si è parlato di interessamenti di Atletico Madrid, Napoli e Roma, ma è evidente che anche altrove abbiano assistito all’incredibile appiattimento di un giocatore dall’indiscutibile talento, ma dal rendimento tutt’altro che accettabile per una società che abbia una qualsivoglia ambizione di crescita e vittoria. Suso è una seconda punta atipica: troppo trequartista per fare l’attaccante, troppo ala per compiti da centrocampista; in più, segna poco, pochissimo, e se al Milan ha mantenuto il posto da titolare è stato solo perché le alternative erano Borini e Castillejo, mentre in altri club la concorrenza sarebbe assai più alta. In estate Suso potrebbe finire ufficialmente sul mercato, ma i possibili acquirenti saranno con tutta probabilità assaliti da dubbi che, quantomeno, abbasseranno ulteriormente il valore di un calciatore dal rendimento troppo incostante.