25 aprile 2019
Aggiornato 04:00

Conte: tutte le strade portano in Italia

Il tecnico pugliese, dopo l’anno di riposo, è pronto a rimettersi in pista, anche se le soluzioni di tornare in panchina non sembrano così numerose

Antonio Conte è pronto a tornare in panchina dopo un anno di pausa
Antonio Conte è pronto a tornare in panchina dopo un anno di pausa ( ANSA )

MILANO - Il ritorno in panchina di Antonio Conte è sempre più vicino dopo l’anno sabbatico che il tecnico pugliese si è concesso nell’attuale stagione, declinando prima l’offerta del Milan la scorsa estate e poi quella del Real Madrid a gennaio, ma soprattutto dopo aver risolto le beghe contrattuali ed economiche col Chelsea, suo ultimo club. Per l’ex commissario tecnico della Nazionale è dunque tempo di sposare un nuovo progetto ed il suo nome è in cima alla lista di diverse società, anche se poi, a guardare bene il particolare, quasi tutte le caselle europee sembrano occupate per la stagione 2019-2020, senza contare che il target di Conte è alto, molto alto, forse troppo per la maggior parte dei presidenti.

Richieste

Come anticipato nelle ultime settimane, infatti, le richieste del tecnico leccese si aggirano attorno ai 10 milioni annui che sono poi 20 lordi, cifra inavvicinabile per molti, necessaria però per l’allenatore che, oltre ai suoi guadagni, ritiene anche sufficiente per chi ha alle spalle budget talmente importanti da poter garantire anche campagne acquisti di un certo livello. Conte sa di essere un tecnico apprezzato, capace e vincente, in grado di cambiar volto ad una squadra anche in brevissimo tempo, come del resto accaduto sia alla Juventus che al Chelsea, nonché alla nazionale italiana, condotta fino ai quarti di finale degli Europei del 2016 nonostante un organico tutt’altro che sontuoso. Grazie alla sua grinta, alla sua personalità e alla sua carica, l’ex centrocampista è infatti l’uomo giusto per proseguire un percorso già iniziato o per riprogrammare un club in difficoltà.

Possibilità

Ma, a conti fatti, in Europa le grandi panchine appaiono tutte occupate: in Inghilterra l’unica a liberarsi potrebbe essere quella del Chelsea, ma è logico pensare che vista la burrasca recente, a Londra chiamerebbero chiunque fuorché Conte. In Spagna, Real Madrid e Barcellona non hanno bisogno di cambiare, mentre qualche dubbio permane sulla conduzione di Bayern Monaco e Paris Saint Germain, anche se in entrambi i casi Conte potrebbe non apprezzare un granché le destinazioni. Pure perché, in effetti, l’ambizione del tecnico è quella di rientrare in serie A da dove manca da ormai 5 anni e con la quale vuole tornare a confrontarsi; e l’Italia resta anche l’unico campionato con diversi club pronti ad offrire a Conte la panchina.

Derby

Primo fra tutti l’Inter che, grazie agli ottimi rapporti fra l’allenatore pugliese e Marotta, ha già mosso i primi concreti passi per convincere il tecnico ad accettare il progetto nerazzurro, nonostante non manchino le alternative e nonostante i calcoli di una società che per licenziare Spalletti ed assumere Conte dovrebbe spendere diverse decine di milioni. Rimanendo a Milano, poi, non è da escludere che il Milan, pronto a dire addio a Gattuso a fine stagione, si butti anima e corpo su Conte, affidando a lui il rilancio rossonero; non è un mistero, del resto, che Leonardo straveda per lui e che, avesse potuto, lo avrebbe accolto a Milanello già da un anno.

Sorprese

Poi c’è la Roma, ancora dubbiosa sul profilo che sostituirà Ranieri: puntare su un tecnico medio (Gattuso, Sarri, Giampaolo, Gasperini, De Zerbi) o provare a far saltare il banco con un allenatore top? Nel secondo caso, il nome di Antonio Conte sarebbe in pole position e, magari convinto da Francesco Totti in persona, non è affatto scontato che il tecnico non si lasci tentare dal programma giallorosso. Infine, attenzione alla Juventus che in caso di separazione con Allegri potrebbe affidarsi all’usato sicuro e al terzo grande ritorno in panchina dopo Trapattoni e Lippi, in barba a chi sostiene che le minestre riscaldate non siano abbastanza saporite.