19 marzo 2019
Aggiornato 00:00

Lost: che fine ha fatto il Milan?

Si fa fatica a trovare una giustificazione nell’inatteso triplo salto mortale all’indietro dei rossoneri all’Olimpico contro la Lazio. Una prestazione troppo brutta per essere vera che non trova spiegazioni

Un bell'intervento in acrobazia di Romagnoli
Un bell'intervento in acrobazia di Romagnoli ANSA

MILANO - Scusi, sa per caso che fine ha fatto il Milan? La domanda, tanto surreale quanto incredibilmente puntuale, ha preso a circolare sui social nei minuti finali della semifinale di andata di Coppa Italia tra la Lazio e i rossoneri. Un interrogativo legittimo alla luce della prestazione incolore - per usare un eufemismo - dei ragazzi di Gattuso, ma soprattutto un dubbio legato all’inquietante passo indietro rispetto alle ultime esaltanti esibizioni di Romagnoli & compagni.
Eppure c’è chi è riuscito a trovare il bicchiere mezzo pieno anche al termine della sfida dell’Olimpico. In effetti il Milan ha conquistato un pareggio che mantiene inalterate le possibilità di qualificazione, a maggior ragione in considerazione del ritorno che si disputerà il 24 aprile nel fortino amico, il catino ribollente di San Siro. Ma soprattutto ha mantenuto la rete di Gigio Donnarumma illibata anche a Roma, stabilendo un primato nel 2019 che merita applausi: appena 3 gol incassati in dieci gare dall’inizio dell’anno, quarto clean sheet nelle ultime cinque partite. Non male per una squadra che all’inizio della stagione prendeva gol anche mentre gli avversari si soffiavano il naso.

Giornata storta

Fatte tutte le lodi del caso a Gennaro Gattuso e allo staff tecnico rossonero capace di mettere a punto una fase difensiva da standing ovation, ecco arrivare però le dolenti note. Partiamo da un aspetto tecnico già di per sè piuttosto preoccupante: per quanti sforzi io faccia, difficilmente riesco a ricordare una partita con tali e tanti errori individuali, alcuni davvero imbarazzanti, come quelli messi in mostra dai calciatori del Milan nel corso del match dell’Olimpico.
Certo, può capitare la giornata storta, un po’ più difficile che la presunta giornata storta arrivi contemporaneamente per almeno 8/11 della squadra, se consideriamo i subentrati arriviamo a 11/14. Perchè è di questo che stiamo parlando. Tolti Calabria, Romagnoli e forse - con un pizzico di manica larga - anche Musacchio, tra gli altri calciatori rossoneri non si è salvato nessuno.

Le colpe del mister

E arriviamo quindi ai capi d’imputazione da recapitare direttamente a Milanello a mister Gattuso e ai suoi collaboratori. Il Milan rinunciatario, passivo, timoroso visto all’Olimpico non può non essere frutto di una scelta tattica preparata a tavolino dallo staff tecnico rossonero. Una strategia conservativa che fa a pugni con quelle che erano le condizioni psico-fisiche della Lazio (mezza squadra fuori per infortunio, tanti calciatori gettati nella mischia senza aver recuperato appieno) alla vigilia del match. Con un match di ritorno da disputare tra due mesi, ieri si doveva disputare la partita della vita per chiudere in anticipo il discorso qualificazione. E invece uno dei più brutti Milan della stagione è stato letteralmente preso a pallate da una Lazio tanto volenterosa quanto imprecisa.

Senza lottare

Prendiamo in considerazione un po’ di numeri: 12 tiri in porta totali della Lazio contro 3 del Milan; 5 nello specchio contro 1; 5 calci d’angolo a 1; ma soprattutto un dato che fotografa in maniera inoppugnabile che i rossoneri sono scesi all’Olimpico senza giocarsela: appena 5 falli commessi, contro i 14 della Lazio. Inutile girarci attorno, se una squadra non commette falli vuol dire che non sta lottando. Non proprio il viatico migliore per vincere una partita decisiva come la semifinale di andata di Coppa Italia.
Inevitabile poi tornare con la memoria a quanto accaduto nemmeno un mese fa, sempre all’Olimpico, teatro dell’ennesima occasione persa dai rossoneri.

C’è da crescere

Chiamati ad affrontare i giallorossi di Di Francesco reduci dal 7-1 di Firenze in Coppa Italia, in un clima di contestazione, critiche, fischi, l’ambiente ideale per saccheggiare la Capitale ed estromettere definitivamente la Roma dalla lotta per un posto Champions, un Milan anche in quel caso intimidito, ossequioso e senza personalità, passava addirittura in vantaggio per poi farsi rimontare e rischiare perfino la sconfitta.
Stavolta il bis contro la Lazio. Che Gattuso abbia fatto un gran lavoro dal punto di vista della costruzione del gruppo è fuori discussione, che però il tecnico rossonero debba ancora crescere tanto dal punto di vista della personalità è altrettanto innegabile. La speranza dei tifosi milanisti è che questo processo si concluda in fretta, altrimenti non solo la finale di Coppa Italia rischia di diventare una specie di miraggio.