22 luglio 2019
Aggiornato 12:00

Inter: tutte le soluzioni per la panchina

Tempi duri per l’Inter e per Luciano Spallett. La sconfitta di domenica contro il Bologna ha certificato la crisi nerazzurra. La società riflette sul da farsi

Luciano Spalletti, seconda stagione sulla panchina dell'Inter
Luciano Spalletti, seconda stagione sulla panchina dell'Inter ANSA

MILANO - Tempi duri per l’Inter e per Luciano Spalletti: le due vittorie di fine 2018 contro Napoli ed Empoli che sembravano aver blindato il terzo posto in classifica sono lontane anni luce, perché i nerazzurri hanno iniziato col piede sbagliato il nuovo anno, vincendo solo l’ottavo di finale contro il Benevento (buona compagine di serie B), perdendo ai rigori con la Lazio il successivo quarto di finale e rimanendo in campionato ancora senza vittorie, 1 punto in 3 partite, frutto dello scialbo pareggio casalingo contro il Sassuolo (in cui peraltro lo 0-0 è andato stretto agli emiliani) e delle sconfitte per 1-0 rimediate in casa del Torino e, soprattutto, a San Siro contro il Bologna al termine di una prestazione a dir poco deludente della formazione interista.

Riflessioni

Logico che ora società e dirigenza ragionino sul futuro di un allenatore la cui posizione non è mai stata traballante come ora in questo primo anno e mezzo a Milano. Per adesso, dopo la riunione post partita e le successive valutazioni, l’Inter ha confermato Spalletti, anche perché la squadra, nonostante tutto, sembra ancora rispondere agli impulsi del tecnico, ma è evidente che si tratti di una fiducia a tempo: la partita di sabato prossimo a Parma potrebbe essere l’ultima per l’allenatore toscano, perché qualora la squadra nerazzurra perdesse malamente anche contro i gialloblu, l’esonero sarebbe a quel punto inevitabile o quasi. Se, viceversa, Spalletti riuscisse a rialzare l’Inter verrebbe certamente confermato almeno fino a giugno, anche perché il recente rinnovo di contratto fino al 2021 con stipendio alzato a oltre 4 milioni sarebbe un calvario economico per una società che non può spendere ciò che vuole.

Nomi alternativi

Spalletti resta dunque momentaneamente ancorato alla scialuppa interista, ma l’inversione di rotta appare necessaria per non lasciare il posto ad un traghettatore se le cose dovessero precipitare (Cambiasso il preferito dai tifosi, Guidolin l’ipotesi più percorribile e solida), ma anche per guadagnarsi la permanenza in vista del prossimo anno. Arrivare almeno al quarto posto in campionato e il più avanti possibile in Coppa Uefa (possibilmente in semifinale) sono gli obiettivi che garantirebbero la riconferma quasi automatica del tecnico, mentre il fallimento di uno (o peggio di entrambi) di tali traguardi porterebbe l’Inter a liberarsi di Spalletti anche a fronte del contratto, anche se l’aggancio ad allenatori come Conte o Simeone (Mourinho non pare essere preso in considerazione da Marotta, Suning e Zhang) appare assai più complicato di quanto le voci di popolo riportino in questi giorni.