15 dicembre 2018
Aggiornato 10:30

Follia Higuain: il Milan paga cara la sceneggiata del Pipita

Dopo l’espulsione, con tanto di sceneggiata indecorosa, maturata contro la Juve, si discute sull'atteggiamento del Pipita, sulle sue reazioni spesso scomposte e sulle sue eventuali ragioni
Tutta la rabbia di Gonzalo Higuain
Tutta la rabbia di Gonzalo Higuain (ANSA)

MILANO - Due giornate. Il Milan dovrà fare a meno di Gonzalo Higuain nei prossimi turni di campionato contro Lazio e Parma, a meno di un'eventuale riduzione a seguito del ricorso rossonero. Vorrei sentirli adesso tutti quei benpensanti che giustificavano il Pipita per l'indegna gazzarra messa in scena domenica sera a San Siro contro la Juve. E ancor di più mi piacerebbe sentirli in caso di malaugurato risultato negativo del Milan nel big match del 25 novembre contro i biancocelesti, quello si un incontro decisivo nella corsa alla Champions League. Crash test che Gattuso dovrà affrontare con una squadra ridotta ai minimi termini non solo dagli infortuni, ma adesso anche dalle reazioni isteriche della sua prima donna in maglia numero 9.

IL «NEMICO» JUVENTINO - Higuain sembra tornato indietro di tre anni, quando ancora indossava la casacca azzurra del Napoli ed era costretto a combattere contro l’onnipotente nemico juventino. Dopo un biennio alla corte del re Agnelli, con annesso pacchetto rilevante di trofei vinti (un paio di scudetti, Coppe Italia etc. etc.), eccolo di nuovo a dover battagliare contro il potere costituito. E, purtroppo per lui, di nuovo uscire sconfitto. Che per il Pipita il Milan-Juventus dell’altra sera avesse un significato particolare non c’è neppure bisogno di sottolinearlo. Scaricato in estate dai bianconeri dopo l’arrivo dell’extraterrestre Cristiano Ronaldo, il centravanti argentino ha accettato le lusinghe milaniste speranzoso di potersi prendere in rossonero quelle rivincite di cui aveva bisogno come l’ossigeno. Alla prima occasione, però, ecco la stecca.

SOPRA LE RIGHE - Difficile commentare la prestazione di Higuain al cospetto della sua ex squadra senza scivolare nell’ovvio. Troppo evidente la smania di segnare del 9 milanista, che ha portato l’attaccante a scippare un penalty al rigorista designato Kessiè e alla fine a sbagliarlo. Troppo evidente la rabbia covata in tutti questi mesi, esplosa come una deflagrazione di proporzioni incalcolabili mentre l’arbitro Mazzoleni gli sventolava il cartellino davanti alla faccia. Troppo di tutto. Un’esagerazione di sentimenti, di ansie, di frustrazioni, che ha portato inevitabilmente il Pipita ad uscire fuori strada e combinare quel patatrac gigantesco in mondovisione.

PARANOIA - All’indomani del match tra Milan e Juve, come riporta la Gazzetta oggi in edicola, dall’entourage dell’argentino filtra un certo scoramento misto a ira funesta per la mancanza di tutela ricevuta. In casa Higuain cresce la convinzione che esista una disparità di trattamento nei suoi confronti. Secondo la Rosea, il campione rossonero «ha digerito il penalty sbagliato (gli era già successo), ma non ha metabolizzato il pensiero dell’arbitro Mazzoleni che non voleva neppure andare a controllare sul video l’esistenza di un fallo da rigore». Higuain, dicono quelli del suo entourage, «ha scoperto che c’è qualche falla nel sistema,. Il Pipa si è subito scusato (lo ha fatto più volte, in privato, davanti alle telecamere e sui social), ma non è stata tanto l’espulsione a fargli male: quello che gli è pesato di più sono stati i minuti che hanno preceduto il rigore».
Potrebbe essere stata proprio questa rabbia covata per tutto il secondo tempo nei confronti dell’arbitro, la miccia che ha scatenato l’eruzione del centravanti a fine match.

RECIDIVO - Ora, senza voler per forza entrare nella testa del bomber rossonero, cercare giustificazione dove è difficile trovarne, prendere per buone delle scuse che lasciano il tempo che trovano, forse è il caso di fare un ragionamento su Gonzalo Higuain e su questa sua nuova avventura in rossonero. Pare evidente che lo stato d’animo del puntero non sia quello giusto. Lo scatto d’ira visto durante Milan-Juve, un gesto probabilmente perdonato se fosse arrivato da un ragazzino inesperto, diventa insensato e inaccettabile per un quasi 31enne con un’esperienza internazionale di primissimo livello alle spalle. Non esistono giustificazioni plausibili. Anche perchè Higuain è recidivo. Senza voler tornare troppo indietro ai tempi di Napoli e a quel rosso rimediato a Udine tre anni fa, l’espulsione meritata contro la Juve, secondo alcuni giustificabile per il carico di tensione accumulato alla vigilia, arriva dopo ben 3 cartellini gialli già rimediati in appena 10 partite con la maglia rossonera. E tutti per proteste. Inammissibile.

LOTTA AI FANTASMI - Il Milan paga Higuain 9 milioni di euro l'anno anche per farsi guidare, tecnicamente e caratterialmente. Tutto il contrario di quello che sta facendo il Pipita in questi suoi primi mesi in rossonero. Ha dimostrato che quella che combatte è solo una rivincita personale contro la sua ex squadra e chi lo ha ripudiato in estate, una lotta contro i propri fantasmi. Il Milan e la crescita della squadra arrivano dopo. Altrimenti, pensando al prossimo match contro la Lazio, quello si davvero decisivo per la lotta ad un posto Champions, avrebbe evitato quell'indegna gazzarra e l’inevitabile squalifica che priverà Gennaro Gattuso della sua vera - o presunta - punta di diamante.