13 dicembre 2018
Aggiornato 05:00

Juventus: la serie A è già morta?

La superiorità dei bianconeri è a tratti sconcertante e la conquista dell’ottavo scudetto consecutivo sembra sempre più una formalità
La Juventus 2018-2019 va a caccia dell'ottavo scudetto di fila e della terza Coppa dei Campioni della sua storia
La Juventus 2018-2019 va a caccia dell'ottavo scudetto di fila e della terza Coppa dei Campioni della sua storia (ANSA)

TORINO - Il 2-0 inflitto al Milan domenica sera a San Siro racconta anche meno della forza e dello strapotere di una Juventus che in campionato continua a giocare come il gatto con il topo contro praticamente tutti gli avversari, vincendo le partite andando anche ad andatura ridotta rispetto alle sue potenzialità. Aveva fatto così anche con il Napoli che, almeno sulla carta, sarebbe la principale antagonista dei bianconeri in serie A; antagonista di cosa, però, ancora non si è capito perché la Juve appare uno schiacciasassi, un carro armato che avanza senza curarsi minimamente di chi ci sia di fronte, un’armata che ha dalla sua parte forza tecnica, fisica, mentale, oltre ad un organico talmente completo ed ampio da potersi permettere una rotazione in teoria pure costante.

DOMINIO - 11 vittorie su 12 partite di campionato, l’unica macchiolina il casuale pareggio dello Juventus Stadium contro il Genoa, ma la sensazione di saper dominare qualsiasi avversario, a prescindere dal rango: Lazio, Napoli e Milan sono state spazzate via con la stessa facilità di come al cospetto dei campioni d’Italia sono cadute Udinese, Bologna e Cagliari, anzi, paradossalmente a far soffrire maggiormente gli uomini di Allegri è stato il fanalino di coda Chievo all’esordio stagionale. Stranezze del calcio.

FORMALITÀ - La superiorità della Juventus è facilmente riscontrabile, basterebbe guardare le facce dei calciatori bianconeri quando entrano in campo, o la grinta del tecnico quando qualcosa inizia a scricchiolare. Inoltre, chiunque arrivi a vestire la casacca juventina migliora di colpo le sue prestazioni: è accaduto a Douglas Costa, a Bernardeschi, a Bentancur che in poco più di un anno è diventato un centrocampista di qualità e quantità, capace di reggere con semplicità la mediana bianconera, senza parlare di mostri sacri quali Chiellini, Mandzukic o Cristiano Ronaldo, e senza nominare il figliol prodigo Bonucci, insultato e deriso nella serata di San Siro contro il suo ex Milan e definito «imbarazzante» dalla curva rossonera, proprio in una gara in cui di imbarazzante c’è stata solo l’inerme compagine di Gattuso contro lo squadrone juventino.

RECORD - Di questo passo, la Juventus è destinata a stracciare tutti i record della serie A (impresa che le sta già riuscendo particolarmente bene), oltre ad avere altissime probabilità di archiviare la pratica scudetto ancor prima dell’avvento della prossima primavera; al di là dei numeri, infatti, i bianconeri sono talmente superiori alle presunte rivali che pensare ad un tracollo appare ipotesi da fantascienza. Lo stesso Napoli, che pure prova a rimanere aggrappato al vertice con le unghie e con i denti, dà la sensazione di dover fare più del 100% per competere con una Juve che, viceversa, domina e giganteggia facendo il minimo indispensabile che sembra bastare ed avanzare per vincere l’ottavo titolo di fila in una serie A ormai monopolizzata da una squadra destinata ad entrare in un mito e in una leggenda difficilmente imitabili.