15 novembre 2018
Aggiornato 09:30

Juventus: la rabbia che trasforma

La sconfitta di mercoledì sera contro il Manchester United non sembra proprio essere andata giù ai bianconeri, costretti al primo ko stagionale
La delusione di Cristiano Ronaldo e Cuadrado dopo Juventus-Manchester Utd 1-2
La delusione di Cristiano Ronaldo e Cuadrado dopo Juventus-Manchester Utd 1-2 (ANSA)

TORINO - Sarà perché è arrivata la prima delusione di quest’annata 2018-2019, sarà perché la sconfitta è giunta a ridosso del 90’ o forse perché a godere è stato quel José Mourinho già antipatico in precedenza dopo i duelli con l’Inter di quasi dieci anni fa ed insultato a raffica nella serata dello Juventus Stadium con successiva provocatoria reazione del tecnico portoghese, fatto sta che l’1-2 col Manchester United incassato mercoledì sera non è proprio andato giù alla Juventus che aveva la vittoria in pugno (che sarebbe stata la quarta su quattro gare di Coppa Campioni), oltre a garantirsi una qualificazione aritmetica agli ottavi di finale che invece ora è ancora da conquistare.

RONALDO TRANQUILLO - Cristiano Ronaldo (autore della rete dell’illusorio vantaggio juventino) ha tranquillizzato tutti affermando che i bianconeri arriveranno certamente primi nel proprio raggruppamento, così come Massimiliano Allegri ha sostenuto come la Juve abbia perso forse la partita meno importante fra quelle disputate finora. Tutto vero e tutto condivisibile, calcolando anche che i campioni d’Italia fra campionato e coppa avevano sino a mercoledì vinto 13 gare su 14 pareggiando solamente in casa contro il Genoa, ma certamente la sconfitta col Manchester ha infastidito e non poco l’ambiente juventino.

RABBIA E RIVALSA - Tanto per cominciare, perdere (soprattutto in Europa) fa male e una squadra come la Juve che si prefissa l’obiettivo di arrivare fino in fondo in ogni competizione non accetta mai la sconfitta, neanche fosse una partita irrilevante ai fini della classifica o della qualificazione. C’era poi il record di 6 vittorie su 6 nel girone di Coppa dei Campioni, impresa mai riuscita ai bianconeri e che stavolta sembrava davvero alla portata, ma c’è soprattutto un atteggiamento che ha irritato allenatore e calciatori stessi, una superficialità mostrata dopo l’1-0, un certo lassismo nel cercare il raddoppio e che ha poi condotto al micidiale uno-due degli inglesi che in 5 minuti hanno ribaltato la situazione. E’ stato duro Giorgio Chiellini, critico con sé stesso e con i suoi compagni: «Abbiamo dominato tuttala sfida - ha detto il difensore bianconero - ma non siamo stati capaci di chiuderla, abbiamo fallito il 2-0 in più di una circostanza e questo non va bene, perché di questo passo a giocarci la finale di Madrid a giugno non ci arriviamo. Ora abbassiamo le ali e lavoriamo ancora più sodo».

INSEGNAMENTI - Troppo clamore per una sconfitta che al 99% sarà ininfluente ai fini del passaggio del turno? In realtà no, perché il confine tra grande squadra e squadra vincente è spesso labile e passa sul filo dei dettagli, come ad esempio quello di ricercare una perfezione che diventi quasi regola. Il ko col Manchester United può così trasformare la delusione in rabbia e la rabbia in consapevolezza di voler raggiungere il massimo sempre, comunque e dovunque, specialmente in Europa dove mai come quest’anno la Juventus punta al colpaccio; nessun allarme, dunque, ma la volontà di comprendere gli errori commessi per non ripeterli in futuro quando anche solo un gol potrebbe spostare l’equilibrio di una qualificazione e di un’annata intera.