15 ottobre 2019
Aggiornato 23:00

Milan-Donadoni: l'uomo onesto che non convince

La tifoseria milanista si schiera circa il possibile ingaggio dell'ex campione rossonero nel caso di un ribaltone in panchina

Roberto Donadoni: in serie A ha allenato Livorno, Napoli, Parma e Bologna oltre ad essere stato CT della Nazionale
Roberto Donadoni: in serie A ha allenato Livorno, Napoli, Parma e Bologna oltre ad essere stato CT della Nazionale ANSA

MILANO - Gennaro Gattuso prova ad uscire con tutte le forze possibili dalle sabbie mobili di una situazione che dopo 11 mesi potrebbe allontanarlo dalla panchina del Milan. E' dal 27 novembre 2017, infatti, che il tecnico calabrese è seduto sulla scottante panca rossonera dopo l'esonero (inevitabile e probabilmente tardivo) di Vincenzo Montella; bene i primi mesi, ottimo il ruolino con un terzo posto che senza i disastri del suo predecessore sarebbe significato ritorno in Coppa dei Campioni dopo 4 anni, altalenante in questo inizio di annata 2018-2019, col Milan rinforzato dalla nuova proprietà e dirigenza, sulla carta combattivo per quel quarto posto da acciuffare a tutti i costi (come peraltro ricordato da Paolo Maldini fra venerdì e sabato) ma coi risultati a corrente alternata, sia in campionato che in Coppa Uefa dove in un girone francamente abbordabile, i rossoneri faticano più del previsto.

CAMBIO SÌ, CAMBIO NO - La panchina di Gattuso ha cominciato a traballare già dopo i pareggi del Milan contro Atalanta, Cagliari ed Empoli, con le voci di un esonero che si sono ingigantite all'indomani dei ko con Inter e Betis, arrivati pure al termine di prestazioni imbarazzanti della compagine milanista, con l'allenatore calabrese inerme sia in panchina che poi davanti ai microfoni. Premesso che arrivare al sogno che porta il nome di Antonio Conte appare oggi impossibile e che le piste legate ad Arsene Wenger e al ritorno in panchina di Leonardo (oggettivamente perfetto nel ruolo di direttore dell'area tecnica) sono poco più che suggestioni, il profilo maggiormente accostato al Milan per sostituire eventualmente Gattuso è quello di Roberto Donadoni, fuoriclasse rossonero con Arrigo Sacchi e Fabio Capello, allenatore ormai esperto con 15 anni di esperienza sulle panchine di Lecco, Genoa, Livorno, Napoli, Cagliari, Parma e Bologna, oltre all'avventura con la nazionale italiana.

AZZARDO - Donadoni, già avvicinato alla panchina milanista prima degli arrivi di Filippo, Inzaghi, Sinisa Mihajlovic e Vincenzo Montella, è oggi libero dopo la fine dell'esperienza al Bologna, guidato a tre salvezze tranquille, ma finito col diventare noioso al pubblico emiliano per un gioco piatto e la totale assenza di ambizioni, accusa però addossata più alla proprietà che al tecnico. L'ex centrocampista è certamente allenatore preparato e capace, sia a livello tattico che nella gestione del gruppo, ha affrontato situazioni complesse come l'Italia post vittoria mondiale del 2006 o il tracollo finanziario del Parma, col club in disarmo e la squadra unita e compatta sotto la guida di un Donadoni che ha seguito con dignità i gialloblu fino alla fine. Ma ad oggi i tifosi del Milan non sembrano affatto convinti che sostituire Gattuso con Donadoni sarebbe una soluzione idonea e utile per il rilancio rossonero: l'ex allenatore del Bologna cosa potrebbe portare in più di Gattuso? Più grinta? Difficile, anzi. Più idee a livello tattico? Riguardando le avventure di Donadoni nelle varie squadre da lui allenate, non sembra un mago delle rivoluzioni. Più attaccamento ai colori rossoneri? Da quel punto di vista non scherza neanche Gattuso. E allora, cara dirigenza milanista, prima di operare un cambio azzardato, sarebbe il caso di riflettere sull'utilità di una modifica che, oltre ad essere rischiosa, potrebbe rappresentare un tremendo deja vù: fra un anno, infatti, Donadoni rischierebbe di essere il Montella del 2017 o il Gattuso di oggi. Al Milan non servono più allenatori normali, onesti ed educati, al Milan serve un allenatore vincente, cattivo, Antonio Conte, tanto per fare un nome, anzi, l'unico nome.