22 maggio 2019
Aggiornato 16:30
Calcio

Raiola, durissimo attacco a Sacchi: "Mi fa pena"

Botta e risposta assai pesante fra l'ex allenatore del Milan ed il procuratore più celebre del momento

Mino Raiola, procuratore fra gli altri di Mario Balotelli
Mino Raiola, procuratore fra gli altri di Mario Balotelli ( ANSA )

MILANO - Dopo mesi di silenzio e sobrietà, Mino Raiola torna di nuovo ad uscire dalle righe facendo parlare di sè in toni non troppo lusinghieri ed innescando una polemica molto colorita con Arrigo Sacchi che negli ultimi giorni aveva criticato le prestazioni di Mario Balotelli, tornato in Nazionale dopo diverso tempo ed autore di una prova tutt'altro che positiva venerdì sera a Bologna contro la Polonia. Ricostruiamo la vicenda: Sacchi, a commento di Italia-Polonia, afferma che negli azzurri è mancato orgoglio e disponibilità e che, in particolar modo, Balotelli continua a comportarsi da solista, che il calcio è un gioco di squadra e che senza l'aiuto del gruppo nessuno fa ottenere risultati rilevanti. Insomma, tutto il campionario di concetti che l'ex allenatore del Milan e commissario tecnico della Nazionale snocciola senza sosta ormai da una decina d'anni.

Polemica

La risposta di Raiola non si è lasciata attendere molto ed il procuratore di Balotelli ha in men che non si dica duramente attaccato Sacchi parlando al Corriere della Sera: "L'intelligenza non serve solamente nel calcio, ma anche nella vita - ha affermato l'agente - e direi che Sacchi con le sue parole ha dimostrato di non averne, così come di non possedere classe. Inoltre io non capisco come si dia ancora credito a questo personaggio - ha rincarato la dose Raiola - che vive di rendita da 30 anni solo per aver vinto con una squadra, il Milan, che vinceva da sola; Sacchi dovrebbe ringraziare Berlusconi che gli ha fatto guidare quella squadra e magari dovrebbe ripensare alla finale persa con l'Italia ad Usa '94, perchè quella nazionale doveva vincere i mondiali e lui invece li ha persi. Dopo il Milan non ha combinato più nulla di buono, ormai è fuso e a me fa pena".

Conclusioni

Parole di una durezza e di una crudeltà smisurate, sia perchè Raiola ha colpito l'uomo oltre le idee calcistiche e sia perchè ha riesumato partite e manifestazioni ormai troppo vecchie per farle rientrare in una gazzarra verbale. Sacchi è spesso ripetitivo sul concetto di squadra che domina sul singolo e non propone mai variazioni sul tema, ma è la sua opinione che va rispettata come quelle di tutti; e poi, piccola postilla a margine, l'avventura della Nazionale ai mondiali del 1994 ha visto gli azzurri correrre fino alla finale, persa solo ai calci di rigore, certo con responsabilità del commissario tecnico, ma anche per contingenze sfortunate che ne hanno determinato il ko. Per quanto riguarda il Milan, poi, era realmente una squadra capace di vincere da sola, ma Sacchi ha cambiato il calcio, il modo di affrontare le partite in trasferta, ad esempio, la mentalità di chi prima pensava che perdere 2-1 fuori casa fosse un buon risultato e che ha poi cominciato a credere che anche lontano dallo stadio amico si potesse addirittura vincere. Forse, discutere sul semplice rendimento di Balotelli durante Italia-Polonia, sarebbe bastato ed avanzato.