24 giugno 2019
Aggiornato 12:30

Serie A: le grandi a confronto dopo le prime giornate

Il campionato osserva la sosta dopo 3 turni offrendo l'occasione di un primo mini bilancio stagionale

Una fase di gioco del recente Napoli-Milan
Una fase di gioco del recente Napoli-Milan ( ANSA )

MILANO - La serie A si prende le prime due settimane di pausa dopo le tre giornate inaugurali della nuova stagione che per la prima volta dopo tanti anni non si è fermata per la sosta dedicata agli incontri delle nazionali dopo il primo o massimo secondo fine settimana di campionato. Tre giornate che hanno visto anche due rinvii (Milan-Genoa e Sampdoria-Fiorentina all'esordio) e certamente non possono fungere da cartina tornasole per il resto dell'annata, ma che possono ugualmente portare l'ambiente calcistico italiano a tirare le prime somme del nuovo campionato. In testa, tanto per cambiare, c'è la Juventus di Massimiliano Allegri che per molti è avviata sin d'ora a conquistare il suo ottavo scudetto di fila e che, guardando le prime tre partite (ovviamente tutte vinte), lascia davvero pensare che la lotta per il primo posto sia già chiusa.

Confronti

I bianconeri hanno sofferto nelle due trasferte contro Chievo e Parma, e non hanno particolarmente brillato nell'unica gara casalinga contro una Lazio molto più dimessa rispetto all'anno scorso. In più Ronaldo non ha ancora fatto gol e la difesa ne ha subiti 3 in altrettante gare; ebbene, nonostante queste imperfezioni, i campioni d'Italia sono in testa a punteggio pieno, sfruttando esperienza, mentalità e l'impressionante forza dei singoli che compongono una rosa alla soglia della perfezione. Ad inseguire la Juve c'è il Sassuolo di De Zerbi, forse la realtà migliore come qualità di gioco nelle prime tre giornate di campionato, anche perchè le altre grandi hanno manifestato tutte, chi più e chi meno, limiti e difficoltà: il Napoli di Ancelotti, ad esempio, è stato in svantaggio in tutte e tre le occasioni, rimontando e vincendo le sfide contro Lazio e Milan, ma uscendo con le ossa rotte dalla trasferta con la Sampdoria. Troppi gol presi ed un atteggiamento iniziale passivo hanno reso i partenopei improvvisamente vulnerabili ed ancora troppo legati al vecchio gioco inculcato da Maurizio Sarri; per Ancelotti i compiti sono ardui e numerosi: dare una sua impronta alla squadra, registrare una difesa colabrodo e rendere nuovamente efficace un attacco sulla carta potentissimo.

Nubi capitoline

In palese difficoltà c'è anche la Roma che, come al solito, in estate ha ceduto pezzi importanti (Alisson, Nainggolan e Strootman) e a cui al momento Di Francesco non è riuscito ancora a dare un'identità chiara e riconoscibile come accaduto invece un anno fa quando i giallorossi hanno raggiunto il terzo posto in campionato e la semifinale di Coppa dei Campioni. Cambiando squadra ma non città, la formazione più in crisi appare la Lazio che ha resistito agli assalti per Milinkovic-Savic sul mercato, ma si è finora dimostrata in totale involuzione; Simone Inzaghi ha acciuffato 3 punti su 9 perdendo contro Napoli e Juventus, e battendo di misura il Frosinone. Il tecnico piacentino, come suo solito, ha provato ad arrampicarsi sugli specchi dando la colpa al calendario, ma la realtà è che molti calciatori biancocelesti sono in ritardo di condizione ed appaiono nervosi e inconcludenti, a partire da Ciro Immobile, capocannoniere della scorsa serie A.

Risalita meneghina

Infine le milanesi: l'Inter, dopo un avvio da brividi con la sconfitta in casa del Sassuolo ed il 2-2 con rimonta subita a San Siro dal Torino, ha ingranato la marcia giusta a Bologna vincendo da grande, ovvero soffrendo per un'ora e piazzando poi i colpi vincenti negli ultimi venti minuti, scoprendo un Nainggolan che potrà risultare decisivo in molte partite e riscoprendo anche Candreva che da epurato si è rivelato importante nella trasferta bolognese ritrovando il gol dopo oltre un anno. Il Milan, l'unica ad aver giocato solamente due partite, ha mostrato chiari segnali di crescita rispetto alla stagione passata: Gattuso ha più esperienza e conosce maggiormente la squadra, in più quest'anno c'è un centravanti vero come Gonzalo Higuain ed una rosa più completa e meglio assortita. A Napoli i rossoneri hanno brillato per un'ora e poi si sono sciolti, contro la Roma è arrivata una vittoria voluta e cercata, con la formazione milanista ben disposta in campo e capace, finalmente, di vincere contro un'altra grande. Quando la tenuta sarà migliore, il Milan potrà essere realmente in grado di giocarsi una delle prime quattro posizioni con le rivali, certamente molto più delle scorse stagioni.