25 settembre 2018
Aggiornato 03:30

Milan: Elliott buon viatico per il ricorso al Tas. O forse no

Dubbi e vedute diverse rispetto al possibile ribaltamento della sentenza Uefa dopo il passaggio di proprietà da Yonghong Li al fondo americano
Al Milan attendono tutti con ansia il ricorso al Tas di Losanna contro la sentenza Uefa
Al Milan attendono tutti con ansia il ricorso al Tas di Losanna contro la sentenza Uefa (ANSA)

MILANO - Ribaltoni e cambiamenti: l'estate del Milan continua ad essere infuocata fra l'addio di Yonghong Li ed il passaggio del club al fondo Elliott che entro 6 mesi o un anno al massimo dovrà scegliere e trovare un nuovo acquirente che assuma il comando della società. La breve ed inconsistente era cinese si è chiusa nel nulla, anzi, si è rivelata pure dannosa poichè il Milan rischia concretamente di rimanere fuori dalle coppe europee per la prossima stagione, come da sentenza Uefa uscita nei giorni scorsi e che i rossoneri proveranno a capovolgere al Tas di Losanna, dopo che per circa un anno il maggior organo calcistico continentale aveva continuato ad ammonire Fassone e il silenzioso Yonghong Li circa i paletti del Fair Play Finanziario e le rassicurazioni sui fondi da cui il patron asiatico del Milan faceva arrivare i suoi soldi; tutti ammonimenti mai ascoltati dalla società milanista.

Speranze e dubbi
Entro dieci giorni, comunque, gli avvocati del Milan si presenteranno a Losanna per discutere ed impugnare la sentenza, cercando di far riammettere la squadra in Coppa Uefa. E qui sorge il quesito che in queste ore si stanno ponendo tutti i tifosi milanisti: l'addio di Yonghong Li può favorire il Milan in vista del ricorso in Svizzera? In molti, infatti, sono convinti che l'uscita di scena della proprietà cinese possa agevolare il buon esito della questione, togliendo di mezzo il seme della discordia, ovvero il presidente asiatico che non dava le adeguate e dovute garanzie alla Uefa. Ma attenzione, perchè ciò potrebbe essere vero solo in parte, visto che diverse testate giornalistiche (prima fra tutte quella de Il Giornale) riportano come l'Uefa non gradisca i fondi d'investimento a capo dei club calcistici, motivo per il quale se il proprietario del Milan rimarrà Elliott almeno fino alla fine di luglio, difficilmente la sentenza potrà essere ribaltata, nonostante la maggior sicurezza che il fondo americano dia rispetto ai cinesi. Il Milan aspetta e spera, convinto di aver mosso i primi passi verso una ristrutturazione che lo riporti ai vecchi e gloriosi fasti.