21 ottobre 2018
Aggiornato 03:30

Napoli: tutte le ipotesi per il dopo Sarri

Il tecnico toscano lascerà quasi certamente la Campania a fine stagione e De Laurentiis lavora sul futuro
Maurizio Sarri, allenatore del Napoli
Maurizio Sarri, allenatore del Napoli (ANSA)

NAPOLI - La sconfitta rovinosa di Firenze ha definitivamente spento ogni residua speranza del Napoli di scavalcare la Juventus al primo posto in classifica e sognare quel terzo scudetto della storia partenopea che sembra proprio non voler arrivare. Assieme al titolo tricolore svanisce anche il progetto tecnico di Maurizio Sarri che in tre stagioni ha riportato il Napoli ai vertici della serie A senza però riuscire a vincere uno straccio di trofeo, nè in Italia e nè in Europa, nonostante un gioco brillante ed un'organizzazione tattica quasi maniacale. Il tecnico toscano ha sfiorato lo scudetto già al primo anno, è giunto terzo il secondo ed ha conteso il titolo alla Juve anche stavolta, mancando però l'acuto decisivo, anche dopo aver inopinatamente sacrificato le coppe per giocarsi il tutto per tutto in campionato.

Nuovo progetto

L'avventura di Sarri a Napoli è ormai al capolinea, gli stimoli verrebbero probabilmente a mancare dopo tre anni vissuti a mille e dopo che inevitabilmente parte dell'organico cercherà nuove esperienze: Reina ha già firmato col Milan ed anche il futuro di Albiol, Koulibaly, Callejon e Mertens non è più sicuro come prima. Aurelio De Laurentiis, pur senza aver ancora parlato con il proprio allenatore, ha già capito che a giugno dovrà cercare un nuovo allenatore e si sta organizzando per la scelta migliore; in cima alla lista dei desideri c'è Simone Inzaghi che però difficilmente la Lazio lascerà andare, così come complicato appare il ritorno di Rafa Benitez, peraltro l'ultimo tecnico ad aver vinto qualcosa a Napoli. Suggestivo ma chissà quanto praticabile, poi, il clamoroso scambio di panchine col Chelsea che porterebbe Sarri a Londra e Antonio Conte sotto il Vesuvio. Tutti gli indizi, dunque, portano al nome di Marco Giampaolo che la Sampdoria libererebbe di fronte ad una chiamata prestigiosa come quella partenopea e che, alla pari di Sarri tre anni or sono, stenderebbe un nuovo piano di lavoro che mantenga gli azzurri fra i protagonisti della serie A e, possibilmente, anche nelle coppe europee.