21 ottobre 2018
Aggiornato 17:30

Milan: spuntano già i nomi per il dopo Mirabelli

La posizione del direttore sportivo rossonero è sempre più a rischio e le ipotesi per sostituirlo sono già al vaglio della proprietà
Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli, amministratore delegato e direttore sportivo del Milan
Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli, amministratore delegato e direttore sportivo del Milan (ANSA)

MILANO - Se tre indizi formano una prova, allora Massimiliano Mirabelli deve realmente iniziare a preoccuparsi. Il direttore sportivo e responsabile dell'area tecnica del Milan, infatti, è sulla graticola per il rendimento di quegli acquisti da lui fortemente voluti e che non stanno rendendo come ci si augurava, con la squadra di Gattuso scivolata al settimo posto in campionato e con ben 5 punti in meno rispetto alla passata stagione. La rimonta dei rossoneri dalla fine di dicembre alla metà di marzo aveva fatto passare in secondo piano i giudizi e le valutazioni sul direttore sportivo, ma ora che la stagione ha preso una brutta piega ecco tornare anche il nome di Mirabelli sul banco degli imputati.

Futuro

Oltre alle voci sul malcontento societario circa l'operato del dirigente calabrese, poi, c'è la mancata risposta ufficiale del club che non ha replicato in alcun modo, segno che, forse, tali voci non sono del tutto infondate. Quindi ecco i primi sondaggi del Milan per la possibile sostituzione di Mirabelli: da Pierpaolo Marino a Cristiano Giuntoli, fino ad arrivare a Walter Sabatini che ha appena lasciato l'Inter e che, stando a diversi organi di stampa, avrebbe già incontrato importanti emissari milanisti per assumere il comando tecnico del Milan a partire dal prossimo 1 luglio. Il sogno dei tifosi di rivedere a Milanello Ariedo Braida, invece, sembra destinato a rimanere tale. Non è dato sapere, inoltre, se per Mirabelli si spalancherebbero, in caso di assunzione di un altro elemento dirigenziale, le porte del licenziamento o se l'attuale direttore sportivo verrebbe affiancato da un uomo più esperto e navigato, di certo la sua posizione è oggi fortemente in bilico ed i tre indizi appena citati lo rendono ancora più vulnerabile nonostante la stima di Fassone e di una proprietà che però, almeno finora, non sembra prendere le difese del proprio direttore sportivo.