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Bologna: lo strano destino di Donadoni

Il tecnico degli emiliani, nonostante la tranquilla salvezza conquistata, rimane in bilico, contestato da una parte della tifoseria e con più di un piede lontano dalla conferma

Roberto Donadoni, allenatore del Bologna
Roberto Donadoni, allenatore del Bologna (ANSA)

BOLOGNA - Della gara delle 12:30 in casa del Cagliari interessava poco un po' a tutti a Bologna, con la salvezza ormai in tasca e le ultime 5 giornate di campionato utili a far giocare chi è sceso meno in campo, a valorizzare i potenziali colpi di mercato in uscita e a chiudere un altro torneo dignitoso con la permanenza in massima serie centrata senza particolari patemi. Roberto Donadoni, insomma, sembra aver fatto ancora un ottimo lavoro nel capoluogo emiliano, anche se in città non tutti la pensano così: il popolo felsineo è infatti diviso fra chi stima e ringrazia l'ex centrocampista del Milan e della Nazionale, e chi lo contesta, come del resto dimostrano i due striscioni apparsi in settimana, l'uno a favore del tecnico e l'altro con invito a fare le valigie.

Futuro

Il domani della panchina del Bologna, a dire il vero, è ancora avvolto nel mistero perchè se è vero che Donadoni ha lavorato bene, è altrettanto evidente come il livello di competitività della squadra sia rimasto sempre lo stesso, con qualche picco ed una classifica sempre attestata a metà, senza patire la via crucis della zona salvezza, ma senza neanche affacciarsi verso i piazzamenti che conducono in Europa. Il rischio è che il gruppo si appiattisca e che lo stesso allenatore possa avere meno motivazioni qualora rimanesse al timone della formazione rossoblu. Ecco perchè, nonostante i risultati discreti ottenuti, Donadoni lascerà con tutta probabilità il Bologna, pronto ad essere rimpiazzato da uno fra Gasperini (il preferito dalla dirigenza), Ventura (con cui il problema sarebbe l'ingaggio) e Maran (il più facilmente raggiungibile). E curioso è il fatto che, al netto di una carriera in panchina più che buona, il tecnico bergamasco sembra aver anche poco mercato: potrebbe finire all'Atalanta se Gasperini andasse proprio al Bologna in una sorta di scambio alla pari fra allenatori, o forse alla Lazio se Simone Inzaghi cedesse al richiamo di Juventus o Napoli. Ma, a conti fatti, non pare esserci nessuna società pronta a stracciarsi le vesti per un professionista serio, capace e preparato, ma evidentemente con poco fascino rispetto a qualche altro collega.