23 settembre 2018
Aggiornato 18:00

Tanti ritardi al Milan: qualcosa non quadra

Manca la firma sul rinnovo di contratto di Gattuso: in ritardo il bonifico di 10 milioni da parte del presidente Yonghong Li e si allungano pure i tempi di recupero per il povero Andrea Conti.
Il presidente del Milan Yonghong Li con l'ad Marco Fassone
Il presidente del Milan Yonghong Li con l'ad Marco Fassone (ANSA)

MILANO - I conti non tornano in Casa Milan. E non si tratta solo di Andrea Conti e dell’ennesimo calvario a cui il generoso e sfortunato terzino rossonero sarà costretto nei prossimi sei mesi a seguito dell’impietosa diagnosi emessa dai medici: nuovo intervento chirurgico al legamento crociato del ginocchio sinistro ed almeno altri sei mesi di prognosi. No, stavolta i conti non tornano da più parti. Continua a destare più di qualche preoccupazione il rinnovo di contratto di Gennaro Gattuso, che tarda ad arrivare e che sta iniziando a generare una sorta di inquietudine diffusa in tutto l’ambiente rossonero. In tal senso le parole pronunciate dal tecnico calabrese alla vigilia del derby di oggi pomeriggio, il match più importante dell’intera stagione, sono lì a testimoniarlo: «Ne abbiamo parlato e ne stiamo parlando ancora, ma il mio pensiero oggi è un altro. Il problema del Milan non devo essere io, non mi piace perdere del tempo e parlare quando invece c'è un lavoro da finire. A casa mia si dice che quando si parla una e due volte, alla terza è già troppo. E comunque o siamo convinti entrambi o si aspetta e alla fine vedremo».

Ritardo burocratico
Come se non bastasse, ecco arrivare la conferma di quello che ormai era più di un sospetto: i famosi 10 milioni attesi nella giornata di ieri, come anticipo dell’aumento di capitale del presidente cinese Yonghong Li, non arriveranno neppure oggi. La motivazione è arrivata da uno scarno comunicato diffuso dal Milan a beneficio dei piccoli azionisti del club: «A causa di un eccessivo prolungamento dei tempi di iscrizione dell'Offerta in Opzione da parte del competente Registro delle Imprese, detta Offerta in Opzione risulta iscritta a far data dal 29 marzo 2018».
A questo punto quindi il termine ultimo per ricevere questi 10 milioni, prima tranche da 10 milioni di euro dell'aumento di capitale da 37,4 milioni sollecitata nelle scorse settimane dall'ad del club Marco Fassone per le esigenze di ordinaria amministrazione, slitta al 13 aprile. 
Dal Milan continua a filtrare tranquillità e il proprietario del club sembra intenzionato a portare a compimento l'aumento di capitale senza un ulteriore prestito da parte di Elliott, il fondo statunitense che un anno fa gli ha concesso un prestito ponte da 303 milioni di euro da rimborsare a ottobre.