22 gennaio 2020
Aggiornato 23:00
Calcio | Nazionale

Milan, Yonghong Li adesso alza la voce

Con 36 ore di ritardo rispetto al polverone alzato dall’inchiesta di Gabanelli e Gerevini, il proprietario del Milan risponde alle accuse lanciate dal Corsera: «Adesso basta!»

Il patron del Milan Yonghong Li
Il patron del Milan Yonghong Li ANSA

MILANO - Sono passate 36 ore da quando il polverone alzato da Milena Gabanelli e Mario Gerevini, con la loro inchiesta shock sulla situazione patrimoniale del nuovo proprietario del Milan, ha avvolto il centro sportivo di Milanello, inquinando come una nube tossica il lavoro dei calciatori rossoneri impegnati ad affrontare uno dei momenti più delicati della stagione. Va bene il fuso orario, ma bene la distanza, ma una risposta vibrante da parte di Yonghong Li, come quella diffusa poco da dal sito ufficiale dell’Ac Milan, si poteva attendere molto prima. 
Fatto sta che comunque è arrivata e contiene tutta la rabbia del patron cinese del club rossonero per la pervicacia con cui i media di tutti il mondo continuano ad accanirsi contro di lui. 

Notizie irresponsabili
«Buon anno nuovo a tutti! In questi giorni ho trascorso questa festività tradizionale a casa con i miei familiari. Nelle ultime quarantotto ore ho visto che sono state riportate dai media alcune notizie irresponsabili che hanno danneggiato il Club, le mie società, la mia famiglia e me stesso. Da quando ho acquistato il Milan ho affrontato ogni tipo di difficoltà e sopportato una pressione senza precedenti. In seguito a questi rumors e notizie irresponsabili, ho voluto creare un ambiente tranquillo intorno alla squadra e alla società».

Non credete a certe voci
E ancora: «Non comprendiamo che finalità abbiamo queste voci, ma sono arrivate ormai al punto di danneggiare pesantemente il Club, le mie società e la mia famiglia. Pertanto vorrei cogliere questa occasione per spiegare, augurandomi che sia l’ultima volta, che la situazione relativa a tutte le mie risorse personali è completamente sana e che sia il Club sia le mie società, stanno lavorando regolarmente. Auspico, dunque, che non venga data credibilità a notizie non vere ma che si focalizzi l’attenzione su ciò che sta più a cuore a me e a tutti voi, ovvero la gestione e la crescita della squadra e che continuiate a supportare Mister Gattuso. Noi faremo tutto il possibile per portare nuovamente il Club al vertice».

Lacrime e gioia
E per concludere: «In questa stagione ho guardato ogni partita della squadra. Nei momenti peggiori della stagione ho visto molti giocatori versare lacrime per aver perso una partita, così come ho visto Han Li e Fassone esultare di gioia per le partite vinte. Ho provato ogni tipo di sentimento ed emozione. La convinzione di raggiungere in futuro nuovi successi e dare soddisfazione a tutti i tifosi che il Milan ha nel mondo, fa sì che sopportiamo pressioni così grandi. Grazie all’impegno di tutti, la squadra attualmente sta vivendo un ottimo momento. Grazie agli sforzi di Mister Gattuso e di tutti i giocatori, la squadra ha avuto miglioramenti sotto tutti gli aspetti».

Un dubbio resta
Ringraziamenti di rito a parte, c’è solo una cosa che continua a non quadrare: le rassicurazioni da parte di mister Li arrivano cariche di risentimento e di partecipazione emotiva, ma ancora una volta non supportate da carte, conti correnti, numeri e quelle famose credenziali di cui tutti parlano ma che nessuno ha ancora visto. Ed è su questo che forse il presidente del Milan dovrebbe riflettere: se tutti i media infieriscono contro di lui e la sua elusiva e criptica situazione patrimoniale si tratta di accanimento oppure di una reale ed oggettiva condizione in cui il mistero regna sovrano ed avvolge tutto?
La risposta alla prossima puntata della telenovela.