3 agosto 2020
Aggiornato 11:00
Calcio

La rinascita di Bonucci spiegata in due mosse

Il capitano del Milan è cambiato drasticamente con l'arrivo di Gattuso, diventando il perno e il simbolo di una squadra che lo aveva acquistato in estate proprio per questo

Leonardo Bonucci, difensore e capitano del Milan
Leonardo Bonucci, difensore e capitano del Milan ANSA

MILANO - Leonardo Bonucci si è preso il Milan. Con qualche mese di ritardo ma se lo è preso ed ora ha intenzione di tenerselo stretto e fare se possibile ancora meglio. Durante Milan-Sampdoria, il capitano rossonero si è preso gli applausi scroscianti ed i cori convinti della Curva Sud, grazie ad una prestazione gagliarda e piena di personalità da parte dell'ex juventino, attento in difesa, grintoso e pure propositivo in fase di attacco, con la rete del possibile 2-0 annullata (giustamente) dall'attento VAR. Ma la gara contro i doriani non è stata la prima nella quale Bonucci è apparso quello ammirato negli ultimi sette anni alla Juventus, un leader ed una guida per l'intera squadra, in fondo ciò per cui il calciatore viterbese era stato prelevato la scorsa estate.

Crescita e rilancio

L'inizio di stagione con Montella in panchina, i continui cambi di modulo e i risultati altalenanti avevano coinvolto anche Bonucci, individuato come uno dei maggiori responsabili della disfatta milanista e finito con l'essere inghiottito da quelle stesse pressioni ed aspettative che tanto invece lo avevano caricato in estate. L'arrivo di Gattuso, il nuovo quadro tattico della squadra e le motivazioni inculcate dal tecnico calabrese allo spogliatoio hanno restituito fiducia e compattezza ad un Milan che ha ripreso a correre, macinando punti in campionato e ritrovandosi in corsa su tutti i fronti, coppe comprese. Lontani sembrano i tempi in cui i rossoneri venivano derisi e sbeffeggiati per le tre sconfitte consecutive contro Sampdoria, Roma ed Inter (giusto un girone fa) o per il grottesco pareggio di Benevento; così come lontani sembrano i tempi in cui Bonucci veniva denigrato dal resto delle tifoserie italiane e fischiato dal pubblico di San Siro, deluso dall'apporto così mediocre di un gran difensore come l'ex juventino.

Carica

Bonucci non può essere questo. Lo hanno pensato i milanisti e deve averlo pensato anche Gennaro Gattuso che in due semplici mosse, simili e diverse tra di loro, ha rilanciato e rispolverato un calciatore che qualcuno dava addirittura diretto al ritiro dal grande calcio; il tecnico rossonero lo ha ricaricato, gli ha tolto dalla testa l'idea di dover salvare da solo il Milan, ricordandogli di dover fare solo ciò che sapeva, esattamente come si era comportato a Torino nei 6 trionfali campionati vinti in bianconero. E lo ha poi quasi assunto come suo vice, senza nulla togliere al buon Luigi Riccio, facendone un referente ed un riferimento, una sorta di consigliere personale, regalandogli quel ruolo di leader senza però farlo schiacciare dalle responsabilità. Bonucci si è lentamente ritagliato il suo spazio nello spogliatoio, entrando nell'anima dei compagni in maniera meno pomposa ma probabilmente più diretta rispetto all'inizio della stagione. Dall'inizio del 2018, il capitano del Milan ha segnato la rete decisiva che ha piegato il Crotone, ha assunto il comando della difesa assieme al sempre più maturo Romagnoli, ha smesso di buscarsi cartellini gialli e rossi gratuiti, si è disimpegnato con poche sbavature, sbagliando solamente la gara di Udine nella quale è stato impreciso più del solito. Nulla a che vedere, però, con il Bonucci svagato ed intristito di inizio campionato, quello che in molti volevano al Real Madrid o al Manchester City a partire dal prossimo giugno. No, questo Bonucci serve al Milan, per crescere ancora di più insieme, oggi e nell'immediato futuro.