15 dicembre 2018
Aggiornato 06:00

E adesso caro Berlusconi come la mettiamo?

L’annuale report di Deloitte sui fatturati dei club europei inchioda la dirigenza rossonera (quella passata, non certo quella attuale) a grosse responsabilità.
Lo sguardo torvo di Silvio Berlusconi accanto alla figlia Barbara
Lo sguardo torvo di Silvio Berlusconi accanto alla figlia Barbara (ANSA)

MILANO - Questa è una di quella giornate in cui sarebbe interessante se Silvio Berlusconi decidesse di apparire ai microfoni di qualche testata per iniziare a sproloquiare sul Milan e su quanto di sbagliato c’è nella gestione tecnica della squadra. Naturalmente senza aver alcun tipo di contraddittorio e mai nessuno a chiedergli spiegazioni sulla gestione economica ed amministrativa del club nelle ultime 5 stagioni, quelle del precipizio rossonero. Oggi, alla luce dello studio Deloitte sui club di calcio più ricchi al mondo, ci sarebbe materiale sufficiente per costringere l’imperatore di Arcore ad ammettere tutti gli errori commessi nel lustro (e forse anche qualcosina prima) appena trascorso.

Fuori dai 20
Secondo la consueta indagine annuale, l’ex club più titolato al mondo è scivolato inesorabilmente sotto il ventesimo posto, per la precisione al 22°, praticamente un record per i rossoneri visto che da quando è stata istituita la classifica dei fatturati secondo il report di Deloitte, giunta alla ventunesima edizione, mai il Milan era stato fotografato fuori dai primi 20.
Se pensiamo che fino al 2012-13 il club di Berlusconi era ancora nella top ten, grazie alle rimembranze degli ultimi successi in Champions, ma soprattutto grazie ad una presenza costante ai nastri di partenza della Coppa dalle grandi orecchie, è facile intuire il motivi del tracollo rossonero.

I cocci di Berlusconi
Oggi tocca alla nuova proprietà cinese raccogliere i cocci della malagestio firmata da Berlusconi e Galliani, ma non sarà semplice, almeno fino a quando la squadra non riuscirà a trovare in qualche modo l’accesso alla più prestigiosa competizione continentale, la Champions League appunto, capace di garantire gli introiti necessari per riportarsi tra le prime 20 in classifica.

La conferma Juve
Per quanto riguarda il resto della classifica, dominata ancora una volta dal Manchester United (676 milioni), con le regali spagnoli subito dietro (Real Madrid e Barcellona, rispettivamente a 674 e 648), la prima italiana è ancora una volta la Juventus che si conferma al decimo posto, a distanze siderali però dalle altre (405). Al quindicesimo posto troviamo l’Inter (262), che malgrado l’assenza dalle coppe fa registrare una discreta impennata frutto del gran lavoro svolto dalla proprietà di Suning, e al diciannovesimo il Napoli (200). Dai primi 20 esce anche la Roma, scivolata al 24° posto ma destinata a salire il prossimo anno visto il brillante percorso in Champions di quest’anno.