18 gennaio 2020
Aggiornato 04:00
Calcio

Milan, il duro attacco di Luca Serafini al ds Mirabelli

L'operato del direttore sportivo del Milan resta fra i principali motivi di dibattito nell'ambiente rossonero

Massimiliano Mirabelli, direttore sportivo e responsabile dell'area tecnica del Milan
Massimiliano Mirabelli, direttore sportivo e responsabile dell'area tecnica del Milan ANSA

MILANO - La nuova proprietà e dirigenza del Milan erano state accolte con fiducia e speranza dai tifosi rossoneri, destabilizzati ed afflitti dall'ultimo disastroso quinquennio berlusconiano alla guida del club. Ed invece la prima parte di stagione ha ricacciato in gola ogni vagito di rinnovate ambizioni perchè il Milan, nonostante quasi 250 milioni di euro spesi per la campagna acquisti, resta una compagine da metà classifica o poco più, capace di collezionare ben 7 sconfitte in 17 giornate di campionato, di perdere a Verona in casa della penultima in classifica e di regalare il primo ed unico punto al Benevento, di gran lunga e numeri alla mano la peggior squadra della storia della serie A.

Sotto accusa

Sulla graticola, dopo l'allontanamento del preparatore atletico Marra prima e del tecnico Montella poi, è finito ora anche Massimiliano Mirabelli, direttore sportivo di un Milan sempre più in confusione. Al dirigente rossonero viene imputata la campagna acquisti, condotta aprendo il portafogli ed acconsentendo a qualsiasi richiesta economica delle società rivali, ma anche una dialettica poco ortodossa, una malizia che la maggior parte dei direttori sportivi ha e che Mirabelli ha sinora dimostrato di non possedere. Sfoghi e diatribe rese pubbliche, dure prese di posizione contro i tesserati (Montella in primis) confessate in diretta tv anzichè lasciate dentro le mura di Milanello. In linea con questa tesi è anche Luca Serafini, noto giornalista da sempre vicino a ciò che accade nel mondo milanista: "Avevo grande fiducia in questa nuova società - ammette il cronista - e devo dire che anche la campagna acquisti è stata condotta con criterio, basti pensare ai tanti calciatori della rosa che vanno a giocare in nazionale e forniscono prove ottime, mentre al Milan sembrano sacchi vuoti. Io penso che i dirigenti abbiano capito a metà come muoversi, soprattutto Mirabelli che ormai più che un direttore sportivo sembra un opinionista e le sue dichiarazioni agitano e confondono anche la squadra. Ricordate Braida? Parlava una volta l'anno e quello che diceva pesava ed aveva gran valore".