24 agosto 2019
Aggiornato 07:30

Nazionale, via alla rifondazione: i milanisti sono pronti?

Il disastro mondiale porterà certamente ad una rivoluzione totale dell’organico azzurro. Diversi calciatori rossoneri saranno chiamati a prendere le redini della squadra in vista di Euro 2020, ma saranno tutti all’altezza del compito?

La Nazionale italiana è pronta alla rivoluzione
La Nazionale italiana è pronta alla rivoluzione ANSA

MILANO - La mancata qualificazione ai mondiali di Russia è e resterà sempre una macchia indelebile nel curriculum e nella storia del calcio italiano, una tragedia sportiva di dimensioni colossali, sia agonisticamente che moralmente e, in ultimo, anche economicamente. Dal lato prettamente tecnico, l’Italia del calcio dice addio a senatori e leader che hanno fatto la storia del pallone nazionale: Buffon, Barzagli, Chiellini e De Rossi non ci saranno più, lo spogliatoio italiano avrà bisogno di nuove guide e nuovi punti di riferimento per ripartire e rialzarsi in vista degli Europei del 2020, primo appuntamento utile per il riscatto tricolore. Nella nuova Nazionale ci sarà tanto Milan, con diversi calciatori rossoneri chiamati a recitare un ruolo da protagonisti nell’Italia del futuro, nonostante molti di essi ad oggi abbiano fatto appena le comparse in azzurro.

Tanto Milan

E’ il caso, ad esempio, di Gianluigi Donnarumma che dal prossimo impegno della nazionale italiana sarà il titolare della porta al posto di Buffon, un compito duro per il giovane portiere milanista che ora dovrà realmente dimostrare di essere forte e carismatico per assumersi la grande responsabilità di essere il numero 1 d’Italia, in tutti i sensi. Anche per Alessio Romagnoli stanno per spalancarsi le porte della titolarità in azzurro, con l’eredità di Chiellini da raccogliere; per il difensore rossonero è giunta davvero l’ora di diventare grande, di prendersi i galloni di inamovibile della Nazionale oltre che del Milan, facendo quel salto di qualità che oggi qualcuno ancora gli rimprovera di non aver fatto. E poi c’è quel Giacomo Bonaventura che finora, soprattutto per questioni tattiche, non ha avuto spazio né con Conte e né con Ventura, ma che col nuovo commissario tecnico e con una rivoluzione calcistica in atto, potrebbe avere le sue possibilità. Infine il giovane Cutrone, ad oggi a servizio dell’Under 21 per acquisire maturità ed esperienza, ma un domani (non poi così lontano) arruolabile anche per l’Italia dei grandi. Detto per ultimo che gli azzurri attendono con ansia il rientro dall’infortunio di Andrea Conti, la Nazionale che dovrà rialzarsi dalla batosta «svedese» dovrà ripartire con una tinta rossonera di dimensioni discrete; chissà che dopo il blocco Juve degli ultimi anni, non ne sia pronto uno rossonero altrettanto valido e duraturo.