10 dicembre 2019
Aggiornato 00:30

Milan: la rivincita della vecchia guardia

La vittoria ottenuta sul campo di Reggio Emilia, utilissima per consolidare la posizione di Montella sulla panchina rossonera ma anche per restituire all’ambiente Milan un pizzico di serenità, ha messo in evidenza un aspetto da non trascurare: il rilancio della vecchia guardia, a dispetto di un mercato faraonico.

La gioia dei rossoneri dopo il gol di Suso
La gioia dei rossoneri dopo il gol di Suso ANSA

MILANO - Al fischio finale dell’arbitro Damato erano ben 8 i rossoneri della vecchia guardia in campo. Addirittura nove, sui quattordici utilizzati da Montella, se consideriamo per tutto l’arco dei 90 minuti quelli scesi in campo a conquistare 3 punti preziosi contro il Sassuolo. Nessuno si azzardi ad infierire ed attaccare il mercato sontuoso di Fassone e Mirabelli, sarebbe tanto ingeneroso e scorretto quanto mistificante, ma comunque è un segnale che in qualche modo deve essere tenuto in considerazione.

La frizione
Nelle scorse settimane, a parziale giustificazione di alcuni rimbrotti pubblici da parte dei vertici di via Aldo Rossi nei confronti del tecnico, si era addirittura parlato di una frizione tra Vincenzo Montella e la dirigenza rossonera circa lo scarso utilizzo di alcuni pezzi forti della campagna acquisti estiva del Milan. Una voce mai confermata ma che ha scatenato altre polemiche - come se non ce ne fossero già abbastanza - sulla rivoluzionaria gestione della nuova proprietà cinese e soprattutto su alcune discutibili scelte di comunicazione di Fassone e Mirabelli. 

Fuori dal ripostiglio
Oggi che il Milan è tornato a vincere e a rivedere una porticina per l’accesso in Europa (quella di serie B, non certo la Champions League ancora distante uno sproposito), certe discussioni, lamentele, ipotesi di ripicche possono momentaneamente finire nel cassetto del dimenticatoio, con la speranza di non doverlo riaprire nel prosieguo della stagione al minimo nuovo accenno di crisi rossonera.
Sta di fatto che, senza voler minimamente mettere in discussione il mercato orchestrato con straordinaria munificenza - forse troppa - da Fassone e Mirabelli, la vittoria contro il Sassuolo ci ricorda che forse alcuni uomini della vecchia guardia sono stati messi nel ripostiglio delle scope troppo in fretta.

Gli ex capitani
Ovvio il riferimento a due ex capitani del Milan: Riccardo Montolivo, anche ieri protagonista di una prova dignitosa, come quasi sempre quest’anno quando è stato chiamato in causa, ma anche a Ignazio Abate, passato nel breve volgere di un paio di mesi da prima a quarta scelta (dopo Andrea Conti, Calabria e perfino l’adattato Borini) per il ruolo di esterno destro. Senza dimenticare il colombiano Zapata, ormai divenuto il titolare indiscusso al posto dell’argentino Musacchio sempre più spaesato in questa versione ibrida della difesa a 3, ma anche Locatelli, bravo a farsi trovare pronto nei casi di bisogno. 

I tre «vecchi» leader
Una menzione a parte va ai veri protagonisti della vittoria sul Sassuolo, Donnarumma, Romagnoli e Suso, i tre moschettieri del vecchio Milan capaci con una prestazione tutta passione cuore di sovvertire un trend ormai divenuto preoccupante e regalare quindici giorni di relativa tranquillità a mister Montella e ai milioni di tifosi rossoneri inquieti. Il portierone ha blindato il risultato con uno dei suoi miracoli nel primo tempo su Mazzitelli che ha impedito al Sassuolo di passare in vantaggio ed indirizzare così la partita su binari complicati; Romagnoli con il gol del vantaggio e una prova di carattere e coraggio sia in difesa che in attacco; e dulcis in fundo Suso, ormai il leader offensivo indiscusso di questa squadra, capocannoniere e uomo assist di un gruppo che patisce la sua assenza (vedi primo tempo di Atene) in maniera inquietante. 

Pazienza per i nuovi
Vincenzo Montella però può iniziare a respirare e probabilmente anche a sorridere perchè accanto alle colonne della vecchia guardia sta iniziando finalmente a crescere anche il rendimento dei nuovi, a cominciare da capitan Bonucci, finalmente autoritario, sicuro ed affidabile come mai era apparso in queste sue prime settimane a Milanello. Segnali importanti sono arrivati anche da Kessiè e dal solito Borini, mentre per quanto riguarda Kalinic e Calhanoglu forse è ancora il caso di pazientare. Per entrambi il momento della consacrazione definitiva in rossonero pare lontano, ma in una squadra che inizia a girare il loro processo di crescita può finalmente entrare nel vivo.