28 febbraio 2020
Aggiornato 01:00
Formula 1

Le nuove regole sui motori non piacciono a Ferrari e Mercedes

Gli americani di Liberty Media, nuovi proprietari del circus, propongono una riforma tecnica per il 2021. La Red Bull si dice favorevole, ma gli altri due top team sono radicalmente contrari

I team principal della Mercedes, Toto Wolff, e della Ferrari, Maurizio Arrivabene
I team principal della Mercedes, Toto Wolff, e della Ferrari, Maurizio Arrivabene ANSA

ROMA – Le carte, ora, sono sul tavolo. I nuovi proprietari americani della Liberty Media hanno svelato nel vertice di martedì a Parigi la loro proposta per il futuro dei motori di Formula 1 a partire dal 2021: l'obiettivo è di renderli più semplici, economici, rumorosi e soprattutto equilibrati nelle prestazioni. Per questo il regolamento che hanno studiato sarebbe più restrittivo: sulla stessa base attuale, con i V6 turbo da 1.6 litri, ma senza la controversa unità Mgu-H, con un regime di rotazione più alto e batterie standard. Un'idea che piace alle squadre indipendenti, come la Red Bull: «Un motore come questo sarebbe buono per noi», ha commentato il plenipotenziario Helmut Marko. Ma che vede invece drasticamente contrari i principali motoristi: Ferrari, Renault e anche la Mercedes. «Sembra un concetto simile a quello attuale – ha spiegato il team principal delle Frecce d'argento, Toto Wolff – Invece dovremmo tornare a svilupparlo completamente da zero. Questo ci imporrebbe di lavorare contemporaneamente su due motori tra il 2018 e il 2020. Più che un regolamento, questa mi sembra una visione, ma è la loro, non quella dei costruttori. Alcuni elementi sono interessanti, ma non ci siamo ancora. Sarebbe importante definire insieme come dovrebbe essere la Formula 1 del 2021, non solo sul fronte del motore. Quello che abbiamo ora è solo un punto di partenza per cominciare a discutere».

Il no secco della Ferrari
Di ulteriori incontri, prima di arrivare ad un accordo definitivo, infatti, ce ne saranno parecchi. Ma raggiungere l'unanimità di tutte le squadre non sembra la cosa più facile: il team principal della Red Bull, Christian Horner, ad esempio ha già accusato i due top team concorrenti di voler bloccare qualsiasi tentativo di riforma per mantenere il loro vantaggio tecnico. «In un modo o nell'altro, nella testa di Christian stiamo sempre bloccando la Red Bull – risponde il suo collega di Maranello, Maurizio Arrivabene – Non è che la Mercedes o la Ferrari stiano bloccando nessuno: semplicemente, abbiamo il diritto di dire la nostra sui motori, perché questo è il lavoro che facciamo. Noi vorremmo mantenere la stessa architettura per il 2021, per ridurre i costi, migliorare le prestazioni e quindi lo spettacolo». E l'opposizione del Cavallino rampante è talmente drastica che potrebbe arrivare a sfruttare lo storico diritto di veto che può esercitare su ogni nuova proposta di regolamento. «Se ci saranno buone ragioni, ad un certo punto ci riserviamo di farlo – minaccia Arrivabene – Ma visto che ci troviamo tra persone serie, che hanno le idee chiare e sanno di cosa parlano, penso che non ce ne sarà bisogno».