7 giugno 2020
Aggiornato 02:30
Formula 1 | Gran Premio degli Stati Uniti

Vettel lo brucia al via, Hamilton lo ripassa: «Perché non si è difeso?»

Seb azzecca un'insolita partenza a razzo, ma la sua leadership dura solo sei giri, poi Lewis mette la freccia e se ne va: «Avrei potuto fare qualcosa di più, ma era molto più veloce»

AUSTIN – Non solo stavolta la sua macchina non si è rotta, ma Sebastian Vettel è anche riuscito ad azzeccare una partenza a razzo, come non gli capitava ormai da qualche tempo, e a portarsi in testa alla prima curva infilando il poleman Lewis Hamilton. Il Gran Premio degli Stati Uniti, insomma, sembrava iniziato sotto i migliori auspici per la Ferrari, ma i sorrisi nel box rosso sono durati solo sei giri: non appena il capolista iridato si è avvicinato a sufficienza al suo rivale da tentare un attacco, l'irresistibile velocità della sua Mercedes gli ha consentito di sverniciare il tedesco e di volare in testa. Da quel punto in poi è stata solo l'ennesima cavalcata trionfale, la nona della stagione: «Una delle gare più divertenti che ho disputato da qualche tempo – racconta il campione anglo-caraibico – Non ho fatto una grande partenza, al contrario di Seb, ma ero tranquillo perché sapevo che qui si può sorpassare. Quella battaglia è stata fantastica: ho cercato di tenere il ritmo, restare vicino, entrare nella zona dell'ala posteriore mobile. Mi ha ricordato molto il 2012, quando vedevo Seb là davanti e volevo entrare in una vera lotta con lui. Era quello che cercavo ed è quello che mi è piaciuto di più. Sono rimasto un po' sorpreso che Seb non si sia difeso più duramente, ma è stato comunque corretto».

Vettel supera Hamilton alla partenza del Gran Premio degli Stati Uniti
Vettel supera Hamilton alla partenza del Gran Premio degli Stati Uniti (Ferrari)

Sorpasso inevitabile
Hamilton sfotte, e Vettel ammette che avrebbe potuto rendere la vita un po' più difficile al suo diretto avversario. Ma non aveva fatto i conti con una questione inconfutabile: Austin è la pista di Lewis, che ci ha vinto cinque volte in sei edizioni di questa gara: «Lewis è riuscito facilmente a ridurre il vantaggio e ad utilizzare l'ala posteriore mobile – ha raccontato il quattro volte iridato – Ho cercato di bloccarlo: forse avrei potuto fare qualcosa di più, ma lui era molto più veloce di me e quindi non contava molto. È deludente perdere la testa della corsa quando ce l'hai in mano, ma con la differenza di passo gara che avevano nei nostri confronti oggi, probabilmente non era questa la gara che potevamo vincere. Non mi aspettavo di fare così tanta fatica. Verso la fine è tornato tutto un po' più normale, ma ormai a quel punto la gara era persa».

Assegnato il titolo marche
Con il suo secondo posto al traguardo, il ferrarista è riuscito comunque a tenere matematicamente ancora viva la corsa al titolo, anche se i suoi punti di ritardo dalla vetta della classifica sono cresciuti a 66. La Mercedes, in compenso, può già festeggiare il suo quarto titolo costruttori consecutivo, con tre gare di anticipo. «Faccio le mie congratulazioni a tutto il team e a tutti i ragazzi in officina – applaude i suoi Hamilton – Hanno spinto incredibilmente per questo tipo di prestazione durante l'anno, abbiamo lavorato insieme più di quanto avessi visto prima, negli ultimi cinque anni, e sono riusciti a produrre qualcosa di davvero speciale. Riuscire a restare vincenti passando da un regolamento ad un altro non ha precedenti e sono orgoglioso di aver fatto parte di questo miracolo».

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