15 dicembre 2019
Aggiornato 22:30
Formula 1

«Un altro test produttivo»: Kubica pronto per tornare a correre

Sei giorni dopo la prima uscita al volante della Williams del 2014 a Silverstone, il 32enne pilota polacco risale al volante anche all'Hungaroring. Ora il team sta «continuando la sua valutazione» sul possibile ingaggio per il prossimo Mondiale, a sei anni e mezzo dall'incidente che gli lesionò la mano

Robert Kubica nel paddock della F1
Robert Kubica nel paddock della F1 ANSA

BUDAPEST«Un'altra giornata produttiva». Anche stavolta, la Williams si limita a poche parole di commento al termine del secondo test di Robert Kubica al volante di una monoposto del 2014. Per il resto, silenzio assoluto: non sono stati resi noti né i tempi né tantomeno il numero di giri percorsi, dati che comunque la squadra inglese ha acquisito per studiarli e «continuare la sua valutazione», come chiosa laconicamente il portavoce. Se sei giorni fa il 32enne pilota polacco era sceso in pista a Silverstone, stavolta il teatro della sua prova è stato l'Hungaroring, lo stesso circuito dove nell'agosto scorso aveva girato con una vettura moderna di Formula 1, una Renault. Nel mezzo Robert non è rimasto fermo, ma si è impegnato a lungo nel simulatore della sede di Grove. L'obiettivo è dimostrare alla dirigenza che, a sei anni e mezzo dal terribile incidente che ne ha permanentemente lesionato la mano, ha riacquisito una forma fisica sufficiente a potergli permettere di tornare a tempo pieno sulla griglia di partenza.

Tocca al collaudatore
La Williams, infatti, è l'unica scuderia che attualmente ha ancora un sedile disponibile per la prossima stagione. E a giocarselo ci sono anche l'attuale titolare Felipe Massa (che ha già avvertito che «cambiare piloti potrebbe portare il team in una direzione molto peggiore»), Pascal Wehrlein, oggi in Sauber, e la terza guida della squadra, Paul di Resta. Lo scozzese, che ha convinto quando è stato gettato nella mischia a sorpresa proprio nel Gran Premio d'Ungheria, per sostituire l'infortunato Massa, avrà a sua volta l'occasione di misurarsi al volante della Fw36 vecchia di tre anni domani, sempre sulla stessa pista di Budapest. Il confronto diretto con le prestazioni ottenute oggi da Kubica potrebbe rappresentare l'ago della bilancia per la decisione finale sul pilota da ingaggiare.

La raccomandazione di Bernie
All'interno del paddock sono però in molti a tifare per il ritorno di Robert, un pilota il cui talento è sempre stato cristallino e la cui carriera è stata compromessa solo da quel drammatico schianto. «Altrimenti sono sicuro che avrebbe già vinto un campionato del mondo – ha sostenuto l'ex patron della F1, Bernie Ecclestone, al sito specializzato internazionale Motorsport – Penso che possa tornare ancora più forte di prima. Mentalmente, sarebbe ancora più aggressivo di quanto non fosse: perciò non riesco a vedere che lati positivi per lui. Per quanto riguarda le sue condizioni fisiche, ricordo che anni e anni fa, quando avevo la mia squadra, per me correva un ragazzo che si chiamava Archie Scott-Brown: era in una posizione molto peggiore di Robert, eppure riusciva ugualmente ad essere maledettamente veloce. Perciò non credo che l'infortunio lo frenerà». Per non parlare della bellissima storia che il suo rientro rappresenterebbe per tutto il movimento motoristico e in particolare per il team fondato da Sir Frank: «Se sarà effettivamente più forte di prima allora la gente lo sosterrà – prosegue Ecclestone – Sarebbe bello riaverlo in Formula 1. Se fossi nella Williams, cercherei sicuramente di convincerlo a correre per me. Forse perderanno Felipe Massa a fine anno, che secondo me ne ha avuto abbastanza, e con Robert a bordo potrebbero risvegliare tutta la squadra, che ultimamente non si è comportata bene quanto avrebbe dovuto. Nessuno sa se sia colpa dei piloti o del team in generale, perciò sarebbe bello mettere al volante un ragazzo veloce per scoprirlo».