25 aprile 2019
Aggiornato 16:00

Montella: «Ecco l’errore da non commettere più»

Riflettori puntati sull’allenatore rossonero alla vigilia di Milan-Rijeka di Europa League. Considerato dalla stragrande maggioranza della tifoseria rossonera come il vero responsabile del tracollo milanista, il tecnico ha ammesso le sue colpe, svelando la ricetta per un futuro Milan vincente.

L'allenatore del Milan Vincenzo Montella
L'allenatore del Milan Vincenzo Montella ( ANSA )

MILANO - «Sicuramente qualcosa abbiamo sbagliato nella preparazione della partita a livello mentale, c'è bisogno di ripristinarsi velocemente per affrontare le partite. Non bisogna avere alibi, cercare le vittorie con fame e sacrificio. C'è qualche ragazzo che deve essere accompagnato più di altri ma dobbiamo andare tutti nella stessa direzione per scrivere una pagina importante di questa storia». Con queste parole Vincenzo Montella, nel corso della conferenza stampa della vigilia di Milan-Rijeka di Europa League, ha provato a spegnere le mille polemiche nate inevitabilmente dopo il secondo tracollo in campionato, tanto doloroso quanto inspiegabile.

La rabbia dei tifosi
Ed anche la spiegazione che l’allenatore rossonero ha provato a dare lascia il tempo che trova. Va bene ammettere di aver sbagliato qualcosa nella preparazione a livello mentale, ma è del tutto inaccettabile - soprattutto a questi livelli - entrare in campo con un atteggiamento passivo e inadeguato. Paradossalmente sarebbe stato più tollerabile perdere per colpa di errori individuali (che comunque non sono mancati, vero Zapata?), ma vedere una squadra scendere in campo con quell’andamento lento, molle e rinunciatario è qualcosa che al popolo milanista non è proprio andata giù.

Tempo per l’amalgama
Comprensibile che il primo a finire sul banco degli imputati sia stato l’allenatore del Milan, che dal canto suo ha provato a difendersi: «Mi si rimprovera il fatto che non urlo. Chi sa insegnare non urla, non si dimostra carattere con l'urlo. Non devo recitare in panchina». Giusto, il problema è che al momento appare difficile anche scorgere il più piccolo segnale di questo insegnamento di cui si parla. «Io vedo grande predisposizione - continua Montella -. Se cancellassimo l'ultima partita e la sostituissimo con uno 0-0 probabilmente non parleremmo di questa difficoltà.La difficoltà principale è amalgamare, il compito è arduo ma ho voglia di correre e di arrivarci il prima possibile. Non credo che si debba buttare tutto a mare, un accenno di identità credo si sia visto e ci sia già. E per quanto riguarda le tante critiche, io penso di essere molto equilibrato nelle cose e in questi giorni caldi sono stato stimolato ulteriormente in maniera positiva».

Cambio di mentalità
Come tranquillizzare però adesso l’inquieta e passionale tifoseria milanista, scottata ferocemente dalla duplice battuta d’arresto contro Lazio e Sampdoria e soprattutto alla vigilia di due match di cartello in campionato contro Roma e Inter? «Il tifoso rossonero ha dimostrato grande fiducia e ci sta che in questo momento possa essere comparsa un po' delusione. Ma noi vogliamo cambiare un trend e la mentalità si cambia nel tempo. Siamo in zona Champions League, siamo pienamente in corsa, ci sono cose da migliorare ma erano tutte preventivabili».
Basterà al sofferente fan del diavolo, scottato e ancora sofferente dopo un quadriennio di umiliazioni ad ogni latitudine, per dimenticare tutto e ricominciare a guardare con fiducia al futuro? Di certo non sarà sufficiente una vittoria contro il Rijeka. Per riconquistare la tifoseria Montella dovrà condurre i suoi ragazzi ad un duplice successo contro Rome e nel derby. Allora si che si potrà tornare a ragionare.