8 dicembre 2019
Aggiornato 19:00

«Non è finita: ecco i GP che favoriranno la Ferrari». Parola di Hamilton

Ad alcuni (come Niki Lauda) i 28 punti di vantaggio della Mercedes potrebbero sembrare decisivi. Ma il capolista Lewis non la pensa allo stesso modo: «Anche in Giappone, in Brasile e in Messico serve tanto carico aerodinamico, e questo ci svantaggerà». Sono chance che la Rossa non potrà perdere

Lewis Hamilton e Sebastian Vettel
Lewis Hamilton e Sebastian Vettel Ferrari

ROMA – L'ala più gradassa della Mercedes, perfettamente rappresentata dal presidente Niki Lauda, sembra sentirsi il Mondiale già in tasca: «Ventotto punti di vantaggio non sono male per noi – ammette alla rivista specializzata tedesca Auto Motor und Sport – Finora ci sono sempre stati due o tre punti a favore dell'uno o dell'altro, mentre 28 sono già un buon margine. Direi che una piccola decisione preliminare c'è stata». Chi però su quella pista ci mette le ruote, e lotta in prima persona, sa bene come stanno le cose. E che la volata iridata non solo non è ancora decisa, ma potrebbe non essere nemmeno così in discesa come si potrebbe credere. «Questo weekend ha davvero dimostrato i nostri punti di forza e di debolezza, e le caratteristiche della macchina – confessa Lewis Hamilton – Sull'asciutto non c'eravamo, eppure su una delle nostre piste peggiori, insieme a Monaco, siamo riusciti a vincere, quindi questo è un grande risultato. Dobbiamo tenere i piedi per terra e continuare a trarre il massimo dalla vettura. Sappiamo cosa dobbiamo fare, potenzialmente, per migliorare in futuro: non su questo modello, magari nel prossimo. Sperando che queste soluzioni non peggiorino la nostra prestazione, che è piuttosto buona in tutti gli altri tipi di tracciato».

I pronostici tracciato per tracciato
Al di là del risultato finale, favorito dal pasticciaccio alla partenza tra le due Ferrari, insomma, il Gran Premio di Singapore ha confermato i limiti delle Frecce d'argento sulle piste da alto carico aerodinamico, dove l'agilità del passo corto della Rossa fa premio sulla superpotenza del motore tedesco. Ed è proprio questo ad indurre cautela nel capolista, visto che di circuiti del genere il calendario ne riserva ancora qualcuno da qui alla fine della stagione: «In Malesia penso che andremo bene – analizza – Poi arriva il Giappone, dove serve molto carico aerodinamico, quindi sicuramente quello non sarà il circuito migliore per noi. Austin sarà positivo, mentre anche in Brasile i nostri avversari saranno forti. In Messico chi ha più carico potrebbe essere favorito, perché la pista è a un'altitudine elevata e c'è poca resistenza all'avanzamento. Ma queste sono solo chiacchiere. Onestamente penso che sarà una lotta molto serrata e difficile da prevedere. Lo scopriremo solo quando ci arriveremo».

Il Cavallino scalpita
E se si bussa in casa Ferrari, naturalmente, questa convinzione è ulteriormente amplificata dalla fame di riscatto. «Secondo voi sarà difficile, secondo noi no. Andremo in Malesia, sarà un'altra gara, un altro weekend e lo affronteremo con grande voglia di lottare e di fare del nostro meglio», suona la carica Kimi Raikkonen. «È un peccato che non abbiamo potuto dimostrare il nostro passo a Singapore, ma ci aspettano altre corse dove sono sicuro che avremo altre opportunità», gli fa eco Sebastian Vettel. Insomma, a Marina Bay la Scuderia ha certamente subìto un colpo brutto, ma non mortale: «Siamo dispiaciuti e delusi per i nostri tifosi, non è il risultato che ci aspettavamo – sono le parole del team principal Maurizio Arrivabene – Quello che possiamo promettere è che non è finita: è più difficile ma non è impossibile. Tutti abbiamo il Cavallino cucito sul cuore e promettiamo di lottare fino all'ultima curva del campionato. Mi dispiace molto ma ci rifaremo. La macchina è ottima, abbiamo due ottimi piloti e c'è tutta l'intenzione di lottare fino alla fine. Sebastian la pensa come noi, abbiamo la convinzione che la macchina è buona e lo è».