Calcio

Equilibrio ed imprevedibilità: così Montella ha cambiato il Milan

Il cambio di modulo e la reazione tanto attesa. I rossoneri hanno surclassato l’Austria Vienna proprio nel momento in cui emergevano dubbi e perplessità

Vincenzo Montella, allenatore del Milan
Vincenzo Montella, allenatore del Milan (ANSA)

MILANO - Non solo Cesare, anche Vincenzo Montella vuole che gli sia dato ciò che gli spetta. Sì, perché l’allenatore del Milan era finito già sulla graticola dopo la pesantissima sconfitta di domenica scorsa in casa della Lazio, partita in cui il tecnico rossonero ci aveva messo pure del suo sbagliando formazione e cambi, e in sostanza dando l’impressione di aver perso la guida della sua squadra al primo vero intoppo. Ebbene, ci sono voluti appena quattro giorni per ricacciare in gola agli scettici qualche perplessità: la vittoria in Austria per 5-1 contro l’Austria Vienna ha certificato che il Milan c’è e sa reagire, esattamente il comportamento che si aspettava Montella e che volevano anche i tifosi, scottati dal ko di Roma.

Modulo ma non solo

L’ex tecnico della Sampdoria ha innanzitutto varato il nuovo modulo tattico 3-5-2, adottato per garantire maggior copertura difensiva e non sacrificare nessuno dei tre difensori centrali di riferimento, Musacchio (che a Vienna è stato sostituito da Zapata), Bonucci e Romagnoli. La retroguardia, certamente non sollecitata un granchè dallo sterile Austria Vienna, ha retto bene e Bonucci ne ha assunto il comando molto più di quanto mostrato finora nello schieramento a quattro. L’equilibrio lo ha avuto anche il centrocampo con Kessie a mostrare corsa e muscoli, Biglia a svolgere elegantemente l’ordinaria amministrazione a cui è stato chiamato e Calhanoglu a spaziare a suo piacimento e con strabilianti risultati. E poi quell’attacco improvvisamente imprevedibile, grazie al già citato turco, ad un Andrè Silva cecchino come non mai ed innescato anche più delle tre occasioni tramutate in gol e ad un Kalinic che, come al solito nella sua carriera, ha svolto il lavoro più sporco e all’apparenza più nascosto ma non per questo meno utile.

Vietato fermarsi

Al di là di un avversario mediocre e al di là che una rondine non possa far primavera, a Vienna si è visto un Milan più compatto, probabilmente con in dosso il vestito più adatto ai calciatori che lo compongono (Antonelli ha dichiarato: «Questo 3-5-2 mi piace tantissimo»), probabilmente con un gruppo che segue il suo allenatore e sembra essersi ritrovato; domenica a San Siro arriva l’Udinese, mercoledì la Spal: le occasioni migliori per dimostrare che il 5-1 del Prater non è stato solo demerito dell’Austria Vienna.