19 settembre 2018
Aggiornato 21:00

Ventura: «In Spagna per giocarcela a viso aperto»

La gara di sabato sarà decisiva per la qualificazione al Mondiale, se non vinciamo dovremo passare per gli spareggi per accedere a Russia 2018: «Non vinciamo da 70 anni, sono eccitato da questa sfida».
Il ct della nazionale, Giampiero Ventura
Il ct della nazionale, Giampiero Ventura (ANSA)

COVERCIANO - «Abbiamo solo un risultato, ovvero vincere. Se non vinciamo lì da settanta anni un motivo ci sarà. Inoltre, ci arriviamo purtroppo a settembre, che storicamente non è un periodo ottimale e non solo per il calciomercato ancora aperto». Il Commissario tecnico della Nazionale italiana di calcio, Giampiero Ventura, apre così alla partita più importante della stagione, quello Spagna-Italia, in programma sabato a Madrid, che vale la qualificazione mondiale che arriverà solo con una vittoria.

ECCITATO PER LA SFIDA - Gli azzurri, ieri a Coverciano, hanno iniziato la preparazione per le due sfide con Spagna (al Bernabeu di Madrid, il 2 settembre alle 20.45) e Israele (il 5 a Reggio Emilia, ore 20.45). «Se penso che l'Italia non vince in Spagna da 70 anni, capisco che se ci riusciamo facciamo qualcosa di grande. E mi interessa che i ragazzi siano arrivati a Coverciano con la voglia di provarci». Ma «se battiamo la Spagna e non facciamo la stessa cosa con l'Israele è come se non avessimo fatto niente». Ventura si dice «eccitato da questa sfida, anche se mi sarebbe piaciuto avere due risultati su tre».

IL MERCATO «CONDIZIONA» - Su modulo e giocatori, il c.t. ancora non si esprime. «Abbiamo un modo di stare in campo e, se devo essere sincero, le ultime partite mi hanno detto che c'è grande convinzione da parte dei singoli. Lavoriamo sempre su entrambe le tematiche per passare da una situazione all'altra durante la partita, ovvero dalla difesa a quattro alla difesa a tre». Il ct ha anche commentato la convocazione di Spinazzola, in rotta con l'Atalanta: «è roba figlia del mercato aperto, c'era poco tempo ed infatti i convocati sono gli stessi dell'ultima volta, ad eccezione di Perin per Scuffet». Il mercato «condiziona», sarebbe meglio «giocassero tutti. Penso sia giusto che finisca almeno 24 ore prima dell'inizio del campionato, l'ho sempre detto».

ELOGI PER INSIGNE - «Sta facendo benissimo ma già lo fa dal girone di ritorno dello scorso anno. Sono felice di averlo, è un giocatore che se sta bene altera gli equilibri». Capitolo Var: «Quando si inizia qualcosa bisogna dare il tempo. Ci sono delle incongruenze, come ad esempio in alcune gare tempi limitati in altri dilatati. Serve pazienza per sviluppare,io sono concettualmente favorevole, ma penso che sia migliorabile quello che si vede oggi».