11 dicembre 2019
Aggiornato 15:00

Milan: luci e ombre dell'amichevole con il Betis

La gara di Catania con gli spagnoli ha evidenziato una squadra ancora in rodaggio. Promossa per l'impegno, la formazione di Montella deve però rivedere ancora qualcosa in vista degli impegni ufficiali di inizio stagione

Vincenzo Montella, allenatore del Milan
Vincenzo Montella, allenatore del Milan ANSA

CATANIA - Tante assenze, vero. Gambe ancora imballate, vero. Caldo, caldissimo, vero. Ci sono tante attenuanti nella prestazione non scintillante del Milan allo stadio Cibali di Catania contro il Betis Siviglia, ma la sensazione guardando la partita è stata che Vincenzo Montella debba ancora lavorare parecchio per ottenere dal suo gruppo i risultati prefissati. Da promuovere c'è il grande impegno di una squadra volenterosa ed ansiosa di capire e regolamentare i giusti meccanismi, così come da apprezzare è stata la voglia di vincere anche in una partita fondamentalmente inutile come l'amichevole contro i biancoverdi di Spagna. 

Singoli

A livello di squadra, come detto, il Milan ha discretamente convinto, mentre singolarmente si può sottolineare la buona prestazione di Leonardo Bonucci, neo capitano rossonero, capace di guidare la difesa con urla e quel carisma apprezzato per 7 anni alla Juventus; bene anche Calhanoglu, ancora un po' affaticato fisicamente, ma in grado di deliziare il pubblico con tocchi di palla sopraffini, tutto il contrario di Borini, stimabile per duttilità e sacrificio, meno per le soluzioni balistiche. Il migliore in assoluto è stato senz'altro Suso, sempre nel vivo dell'azione, cercato dai compagni ed apparso in gran forma, proprio come per la maggior parte della scorsa stagione. Le note dolenti sono invece arrivate dal solito disastroso Calabria, ridicolizzato ad inizio partita dagli avversari che gli hanno sfilato la palla da tutti gli angoli e sembrato come sempre timido ed impacciato; impalpabile Josè Mauri, rientrato dopo il prestito all'Empoli e in procinto di fare nuovamente le valigie, mentre double face si può considerare l'apporto di Andrè Silva: il centravanti portoghese è stato più vivace rispetto alle precedenti uscite, ha fatto gol e si è proposto spesso al centro dell'attacco, anche se è evidente come l'ex Porto sia ancora acerbo ed abbia bisogno di tante partite per entrare nei meccanismi di una squadra che al momento sembra viaggiare al doppio del suo ritmo. Nel complesso, buone indicazioni per Montella, ma ancora un discreto lavoro da fare in attesa delle gare ufficiali.