25 settembre 2021
Aggiornato 15:00
Tutta per la Ferrari la prima fila della griglia del GP di Monaco

Ecco il vero Raikkonen: più veloce di tutti a Montecarlo. Vettel: «Ho voluto strafare»

Kimi compie un'impresa: tornare in pole position dopo nove anni e 129 gare di assenza. «Il miglior circuito per riuscirci – ammette – Ma non è garanzia di vittoria». Il suo compagno di squadra Sebastian, però, stavolta si schiererà alle sue spalle: «Sono stato eccessivamente avido»

MONTECARLO«Certo, potendo scegliere un circuito dove fare la pole, sarebbe questo, dove è più importante che altrove. Ma non è automaticamente garanzia di vittoria, ci sono tante cose che possono succedere in gara indipendentemente da te e che possono distruggere il tuo risultato». Non sarebbe soprannominato Iceman se, perfino di fronte alla sua prima posizione nelle qualifiche a Montecarlo, Kimi Raikkonen non trovasse il modo di smorzare gli entusiasmi. Ma la realtà è che quella che il ferrarista finlandese ha realizzato nel sabato monegasco è un'autentica impresa. Non era mai successo prima che un pilota tornasse a partire al palo a ben nove anni di distanza dall'ultima volta, dopo la bellezza di 129 gare. La pole position numero 17 per lui e 50 per la sua Finlandia in Formula 1. «La prendo volentieri – accenna un sorriso lui – Ma voglio ricordare che ci ero già arrivato vicino due o tre volte, anche se alla fine non sono riuscito a fare l'ultimo guizzo. È stato un po’ difficile far sì che tutto funzionasse come volevamo, ma in qualifica le cose sono andate nel verso giusto. I piccoli dettagli fanno una grande differenza qui». Ce l'ha fatta proprio nel momento in cui il suo futuro a Maranello è messo maggiormente in dubbio, a conferma che il suo talento cristallino non è mai venuto meno: semmai, spesso a frenarlo è proprio il cervello, la convinzione, la rabbia, la fame di vittorie. Quella che non manca mai al suo compagno di squadra Sebastian Vettel, che però stavolta gli è finito dietro: «Lo capisco, basta una piccola sensazione strana con le gomme ed è complicato andare veloce, quindi nelle curve lente si perde molto tempo praticamente per nulla – spiega Kimi – Perciò è difficile mettere insieme dei buoni giri, cercando allo stesso tempo di non forzare per non distruggere la macchina, perché in quel modo si perderebbe troppo. Spingi e speri di far bene, ma quando si tratta di distacchi così piccoli, le condizioni esterne non c'entrano, dipende solo dal tuo feeling e dalla tua capacità di andare veloce».

Eccesso di avidità
E il distacco, tra Raikkonen e Vettel, non poteva essere più ridotto: appena 43 millesimi, nonostante un ultimo giro in cui Seb ha veramente tentato il tutto per tutto. «La macchina era a posto, bella da guidare – ammette il campione tedesco – Ma probabilmente ho spinto un po' troppo: nel primo tentativo sono arrivato largo alla curva 5, nel secondo all'intermedio centrale. Sono stato avido, ho voluto strafare e ho perso: è stato un mio errore. Poi ho beccato del traffico, non sono riuscito a trovare un buon ritmo e così Kimi è andato più forte di me. Del resto, se proprio dovessi rinunciare alla pole e cederla a qualcuno, sceglierei lui: sono felice, ha fatto un ottimo lavoro». Su una pista stretta e tortuosa come quella cittadina di Monaco, forse l'occasione più ghiotta di portarsi in testa il quattro volte iridato ce l'avrà alla partenza: «Ci conosciamo, sappiamo cosa fare alla prima curva e siamo qui per correre – strizza l'occhio al suo compagno di squadra – La partenza qui è importante, ma è solo l'inizio della gara, non la fine. Sappiamo cosa succede qui a Monaco quando si parte davanti...». Semmai, quello che può rassicurare Vettel è vedere il suo diretto avversario nella lotta per il Mondiale, Lewis Hamilton, sprofondato in quattordicesima posizione: «In realtà non mi interessa, entrambi abbiamo lottato per essere più avanti possibile», ribatte il teutonico. E a riuscirci, stavolta, sono state le due Ferrari, che hanno blindato la prima fila: «Sarà una gara lunga e difficile, ma abbiamo due macchine entrambe nella miglior posizione», chiosa Raikkonen. Al casinò di Montecarlo, tutti già puntano sul rosso.