15 settembre 2019
Aggiornato 22:30

Milan cinese, torna a farsi sentire il ruggito di Huarong

Continuano le buone notizie sul fronte rossonero: dopo l’ingresso in Europa e il mercato scoppiettante organizzato da Fassone e Mirabelli, ecco un aggiornamento importante sul fronte societario. Le maglie del governo di Pechino sugli investimenti all’estero si stanno allentando e al Milan si torna a parlare di Huarong.

Un'immagine degli uffici di Huarong
Un'immagine degli uffici di Huarong ANSA

MILANO - È un momento magico questo per i tifosi del Milan. C’è la squadra che ha acquisito il diritto di partecipazione alla prossima edizione dell’Europa League, seppur partendo dai preliminari, e soprattutto c’è una nuova proprietà pronta a pesanti investimenti per rilanciare la squadra rossonera ai vertici del football internazionale. 
A soffiare sulle braci dell’entusiasmo milanista, ecco arrivare notizie dalla Cina che potrebbero regalare ulteriore spinta alle ambizioni del club di via Aldo Rossi.
 

Novità da Pechino

Stanno infatti arrivando importanti aggiornamenti sulla questione dei famosi paletti posti dal governo cinese sugli investimenti all’estero. Già qualche settimana fa si erano registrati segnali positivi con le dichiarazioni della Banca Centrale di Pechino sugli ottimi risultati ottenuti con le mosse messe in atto a gennaio e la conseguente intenzione di allentare la morsa. 
Analisi confortata da alcune iniziative di privati, tipo quella del magnate Jiang Lizhang, vicino sta ad acquistare una quota del Parma ed anche il Crystal Palace in Inghilterra. 
 

Il ruggito di Huarong
Questo, in ottica Milan, potrebbe voler dire che il presidente Li Yonghong sarà finalmente in grado di tornare al suo progetto originale di coinvolgimento nell’acquisizione del club rossonero di grosse aziende come il fondo di venture capital Haixia, il cui direttore generale Lu Bo è già nel cda di Casa Milan, ma soprattutto Huarong, una delle quattro maggiori società di gestione delle attività finanziarie del Paese con una capitalizzazione superiore ai 15 miliardi di euro, ricavi per 9, utile a 1.8 miliardi. 
La conferma arriva anche dalle indiscrezioni che iniziano a trovare riscontri sul fatto che una buona parte dei soldi versati alla Fininvest per l’acquisto del 99,93% dell’Ac Milan (190 milioni su 520 versati) siano arrivati proprio da Huarong, direttamente coinvolto anche nell’aumento di capitale già annunciato di 60 milioni più 60 per il mercato.
E ora, con un colosso come Huarong alle spalle, il Milan può davvero tornare a far paura.